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La cooperativa Il Bosso dà ilvia al progetto ASTRI con lo scopo di favorire lo sviluppo sostenibile delle aree interne attraverso la valorizzazione delle risorse locali e la creazione di opportunità economiche e sociali per la comunità. Grazie alla collaborazione di diverse realtà del territorio ed al coinvolgimento attivo dei cittadini, si auspica di contribuire alla rinascita ed al benessere delle aree rurali dell’Abruzzo aquilano. Tante le azioni previste per la promozione del turismo accessibile e sostenibile come opportunità per vivere esperienze uniche e significative:

• monitoraggio delle attività e delle esperienze accessibili appunto e la creazione di una guida senza barriere, perchè la scoperta di un territorio nasce dal grado di accoglienza che si riserva ai propri ospiti ed alle possibili difficoltà che ciascuno porta con sé

• Realizzazione di un’animazione dedicata all’accessibilità dei luoghi

• Realizzazione di una mappa accessibile

• Azioni di Educazione alla sostenibilità ambientale con programmi dedicati alle scuole della regione per la promozione di pratiche di Agricoltura sociale e tradizionale ed altri programmi di educazione alla sostenibilità ambientale a cui hanno aderito oltre 40 classi di scuole di ogni ordine e grado da ogni angolo della regione.

• Azioni di sensibilizzazione al tema dell’Agricoltura sociale e tradizionale con un ciclo di Workshop gratuiti dedicati ad un’utenza speciale

• Realizzazione di una docuserie di 15 episodi, con episodi ambientati in uno dei comuni che ricadono nel progetto. Un prodotto questo che ha lo scopo di documentare e raccontare i piccoli posti da un punto di vista innovativo e non scontato, attraverso la voce di chi è tornato, restato o arrivato.

• Realizzazione di un Cinefestival di cortometraggi internazionale, che vedrà premiato il corto, girato nell’area di riferimento, che meglio racconterà il territorio.

• Sito web e canali social dedicati al progetto.

• Un educational per giornalisti che si occupano di turismo accessibile ed aree interne

• Un festival dei Paesi Narranti della durata di 2 giorni da svolgersi nel mese di giugno 2024 durante il quale oltre a lasciare spazio alla proiezione della docuserie girata, dei corti selezionati ed alla promozione dei risultati raggiunti nelle diverse azioni di programma, ci sarà stazione per raccontare le aree interne sotto tanti punti vista con diversi spunti e punti di approfondimento tra cui un workshop sull’agricoltura sociale che racconterà dell’esperienza vissuta nel progetto.

• Una pubblicazione sui risultati del progetto stesso. I comuni coinvolti nel progetto sono i seguenti Capestrano-Ofena-Villa Santa LuciaCastel del Monte-Santo Stefano di Sessanio-Calascio-Barisciano-S Pio delle camere- Prata D’Ansidonia-Caporciano-Navelli-Carapelle-Castelvecchio Calvisio-Collepietro e San Benedetto in Perillis. Posti questi dove negli ultimi anni lo spopolamento ed il depauperamento dei servizi essenziali hanno messo a dura prova chi ha scelto di restare e costruire. È attraverso le voci di questi ultimi che il progetto vuole provare a raccontare questi posti e perchè no svolgere una funzione di monitoraggio e confronto per fornire in un futuro non troppo lontano eventuali soluzioni condivise con gli enti preposti, volte al miglioramento delle condizioni di chi abita questi luoghi che sono il fulcro ed il cuore della regione, lì dove le tradizioni vengono custodite e la storia si ripete ogni mattina. Il festival dei Paesi Narranti che si terrà a Navelli nell’ultimo week end di giugno, avrà il compito di mettere insieme storie e testimonianze di borghi e paesi che vivono la stessa realtà e che da questi percorsi possono trarre spunti per migliorare le proprie condizioni o mettere in atto sinergie che possano rappresentare un volano per un nuovo tipo di economia locale. Troppo spesso si dice che la salvezza di queste aree è il turismo. Se questo da un lato è vero, perchè le potenzialità sono sotto gli occhi di tutti, la mancanza dei servizi di base oltre alle altre motivazione per le quali questi posti vengono abbandonati, alla volta delle città vicine, rappresentano un loop dal quale non si uscirà mai se non invertendo la marcia ed investendo su queste aree aiutando le persone a restare, a tornare o ad arrivare. Senza servizi le persone vanno via, senza persone il turismo non ha futuro.

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