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“Rabbrividisco leggendo i giornali che ancora una volta riportano articoli su indagini per corruzione relative alla sanità pubblica che coinvolgerebbero anche esponenti del Consiglio regionale D’Abruzzo. Per questo, come ho già anticipato nell’ultima seduta d’aula, ritengo che ormai non sia più rinviabile la convocazione di un Consiglio straordinario che accenda il confronto dell’Assise regionale su queste gravi vicende. Mi farò formalmente promotore della richiesta, insieme al Consigliere regionale di opposizione Sandro Mariani, affinché sia calendarizzata il prima possibile. Mentre la sanità in Abruzzo è al collasso: i Pronto Soccorso scoppiano, il personale è cronicamente carente in ogni struttura, le liste d’attesa sono lunghissime e i disagi che gli utenti devono subire sono ormai incalcolabili, è inaccettabile che si debba leggere di inchieste giudiziarie che coinvolgerebbero proprio coloro che la sanità pubblica dovrebbero gestirla al meglio, per garantire il diritto alle cure di tutti i cittadini. 

Noi come Consiglieri regionali – incalza Pettinari – abbiamo il diritto e il dovere di svolgere al meglio la nostra funzione di sindacato ispettivo e dobbiamo essere a conoscenza dei fatti. E’ indispensabile alla luce di quanto sta accadendo istituire una forma di controllo e analisi sulla liceità di tutti gli atti amministrativi emanati dalla Regione Abruzzo e dalle Asl dipendenti, anche attraverso Commissioni dedicate.

Ci auguriamo che le persone coinvolte si rendano disponibili e chiariscano cosa è avvenuto e spieghino le loro ragioni a tutto il Consiglio regionale. La politica deve utilizzare tutti gli anticorpi necessari per evitare che ci siano inchieste e per far uscire l’Ente al meglio da ogni scossone giudiziario. Non si deve delegare solo alla Magistratura la richiesta della verità e la lotta alla corruzione. 

Io stesso mi sono fatto promotore nel passato di una Risoluzione in cui chiedevo che in presenza di un rinvio al giudizio firmato dal Giudice i politici che incorrevano in imputazioni per fatti corruttivi dovevano dimettersi. Il documento non è mai arrivato sul tavolo della discussione e giace in qualche cassetto degli uffici regionali. Anche se non si tratta, per le notizie odierne, di questa misura ma solo di conclusione di indagini, comunque almeno se ne dovrebbe parlare in Consiglio. 

Ora mi auguro che la nostra richiesta di Consiglio straordinario venga accolta e che tutte le persone coinvolte a vario titolo si rendano disponibili per fare chiarezza su questa vicenda che svilisce l’Istituzione regionale nella sua totalità” conclude Pettinari.

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