
Ferragosto nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise non è stato solo caldo e presenze record. Stavolta, a farsi sentire, sono stati proprio loro: gli orsi marsicani, simbolo di queste montagne. Stufi di certi comportamenti poco rispettosi, hanno deciso – con un pizzico di ironia e tanta verità – di lanciare un appello diretto:“Tourist go home!”. Il comunicato, diffuso dal Parco, descrive un quadro che molti operatori conoscono bene: escursionisti improvvisati in ciabatte a 2.000 metri, visitatori che urlano nei sentieri, gente che abbandona i percorsi segnalati o si tuffa nei ruscelli come fossero piscine. Senza contare chi, armato di macchina fotografica, insegue gli animali per immortalare ogni apparizione, o chi si avvicina troppo a cervi e volpi per dare loro da mangiare. Gli orsi – spiega la nota – vivono con discrezione, si fanno i fatti propri e pretendono lo stesso rispetto. E ricordano che la fauna selvatica non ha bisogno dell’uomo per sopravvivere: il vero aiuto è lasciare gli animali liberi e indisturbati. Dietro l’ironia del messaggio c’è un invito semplice e concreto: bastano poche regole per convivere in armonia con la natura. Camminare con rispetto, non inseguire gli animali, non nutrirli, non lasciare rifiuti. In altre parole, “comportarsi come un orso” – muoversi silenziosi, attenti e rispettosi dell’ambiente. Così, più che un vero “via i turisti”, questo slogan diventa un benvenuto speciale: chi saprà vivere il Parco senza disturbarne l’equilibrio sarà sempre ospite gradito.





























