
Gaetano Di Bacco incanta Verona: il sax protagonista assoluto
Una serata memorabile al Teatro Filarmonico di Verona ha visto l’orchestra della Fondazione Arena offrire un programma raffinato dedicato agli archi, ma è stato il sax di Gaetano Di Bacco a catturare il cuore del pubblico. Con la direzione ispirata di Christ, il maestro abruzzese ha trasformato il concerto in un viaggio sonoro dove tradizione e sperimentazione si sono fuse con naturalezza.

Tra i momenti più intensi, il Concerto per sassofono e archi di Glazunov: scritto nel 1934 per Sigurd Raschèr, ha trovato in Di Bacco un interprete capace di restituirne tutta la magia. Il suo suono, ora carezzevole ora imperioso, ha saputo insinuarsi tra le trame degli archi, dialogando con essi come in un respiro condiviso. Una voce unica, quella del sax, che Di Bacco ha reso protagonista assoluto, dimostrando quanto questo strumento – ancora raro nelle orchestre classiche – possa emozionare e sorprendere.

Il programma si è aperto con la Suite per archi di Leoš Janáček, vivace e sociale, e ha raggiunto il suo vertice con le Metamorphosen di Richard Strauss, elegia funebre per 23 archi che richiama Beethoven e invita a una profonda riflessione sul senso della musica. Ma è stato il sax di Di Bacco a dare alla serata un carattere irripetibile, innalzando la tensione emotiva e regalando al pubblico un’esperienza di rara intensità.
Gli applausi finali hanno consacrato non solo la coerenza del programma, ma soprattutto la straordinaria capacità di Gaetano Di Bacco di trasformare il sax in un’anima sonora che emoziona, incanta e lascia un segno indelebile.









