SULMONA – I casi settimanali scendono sotto quota mille ma resta l’allerta per le scuole e per i nuovi focolai in corso di monitoraggio. Il Covid rallenta ma non troppo stando ai dati statistici degli ultimi sette giorni. Dal 24 al 30 gennaio sono state 926 le positività annotate nei registri Asl per l’area peligno-sangrina. Una flessione importante rispetto ai 1203 casi della settimana precedente. La curva epidemiologica conferma i segnali di assestamento che fanno ben sperare su un rallentamento dei contagi dopo il raggiungimento del cosiddetto plateau. Ma per tirare un respiro di sollievo ci vorrà ancora del tempo. Nell’ultima settimana sono divampati due focolai in altrettante strutture sensibili: la casa di riposo di S. Chiara con 13 positivi di cui 2 degenti e la clinica San Raffaele con una decina di casi tra pazienti e operatori. Qui il virus è tornato a bussare alle porte della struttura sanitaria, già messa a dura prova nella prima ondata. La copertura vaccinale e la variante in circolazione non troppo aggressiva non fanno al momento configurare uno stato di allarme. Ma entrambi i fronti restano costantemente monitorati al pari della casa famiglia di Campo Di Fano dove la situazione appare più gestibile e contenuta. Non se la passa meglio il mondo della scuola, travolto letteralmente da questa quarta ondata. Nell’ultima settimana ben 40 classi sono state raggiunte da provvedimento Asl. Quarantena o sorveglianza con testing il risultato non cambia. Le presenze in classe sono state decimate dal Covid. Contagi si sono verificati anche in quelle sezioni già isolate. Nelle prossime ore si preannuncia una nuova corsa al tampone per le 11 classi convocate dalla Asl nel drive in del Palasport. Come se non bastasse anche il sistema ospedaliero è tornato in affanno non tanto per i ricoveri in area medica quanto per l’assalto alla diagnosi che sta mettendo in ginocchio il sistema. Il mese di gennaio, senza contare il bollettino odierno ancora da diramare, ha dipinto un quadro epidemiologico tutt’altro che roseo. Sono stati più di 5 mila i casi registrati nel primo mese dell’anno (5193 per la precisione). Nel secondo della pandemia. Alla faccia del “ce la faremo” o ne usciremo. Non resta a questo punto che rendere endemica la pandemia ma è necessario rivedere il sistema, fermare cioè i tamponi a raffica, separare anche dalle statistiche asintomatici e sintomatici, concentrarsi sulle degenze e sulla campagna vaccinale. Ancora 24 ore e scatterà l’obbligo per gli over 50 come pure i minori restano nella morsa del virus. La voglia di vivere e di normalità si scontra ancora con misure ormai datate ma anche con una consapevolezza del rischio che sembra cadere nell’oblio. (a.d’a.)
Riproduzione riservata