
Avviso di garanzia al termine delle indagini preliminari per un 33enne di Sulmona, già noto alle forze dell’ordine, accusato di aver dato fuoco a una Cinquecento L di proprietà di un 70enne che risiede nella frazione di Bagnaturo. L’incendio risale a gennaio 2024 e secondo il sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona Stefano Iafolla il giovane, probabilmente indotto da un mandante che non risulta indagato, sarebbe stato l’esecutore materiale dell’incendio. Erano circa le quattro del mattino del 10 gennaio 2024 quando un residente della zona aveva avvertito il rumore delle fiamme. Accortosi della situazione, lanciò immediatamente l’allarme. Sul posto arrivarono i vigili del fuoco spegnendo l’incendio, non senza fatica, mettendo in sicurezza l’intera area interessata dal rogo. L’intervento dei pompieri aveva evitato il peggio poiché erano stati messi in salvo moglie e marito e altri quattro inquilini delle due abitazioni. Le fiamme, dopo aver avvolto e distrutto la vettura parcheggiata in strada, si erano propagate sulla facciata dello stabile, lambendo anche il garage dove era collocata una bombola del gas. Un mese prima il proprietario dell’auto presa di mira e la sua consorte si erano trasferiti nel quartiere. La vittima aveva riferito di aver ricevuto minacce. Le indagini dei carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Sulmona avevano battuto la pista di una possibile faida familiare. Poi gli indizi avuti con le telecamere di videosorveglianza e le celle telefoniche. Due minuti prima dell’orario in cui è scoppiato l’incendio il 33enne era transitato con l’auto davanti alle telecamere di videosorveglianza collocate a pochi metri dall’abitazione della vittima. Stessa auto con cui qualche ora prima aveva avuto un incidente a Anversa degli Abruzzi. Il 33enne, indagato per incendio doloso, ha chiesto di essere interrogato a norma di legge e nei giorni scorsi si è presentato nella caserma dei carabinieri con il suo avvocato Fabio Cantelmi. “Io con l’incendio non c’entro nulla. In quel periodo mi frequentavo con una ragazza della zona e quindi le telecamere probabilmente mi hanno ripreso ma non andavano ad appiccare il fuoco”- si è giustificato il 33enne































