
Giornalisti e avvocati a lezione di deontologia. Una giornata di formazione per gli operatori dell’informazione e del diritto. La tutela della persona e il diritto di cronaca sono stati al centro della riflessione. Due concetti che possono apparire contrapposti ma in realtà non lo sono come ha ricordato la presidente dell’ordine dei giornalisti d’Abruzzo Marina Marinucci. «Oggi parlare di deontologia tra noi e all’esterno è fondamentale. Diritto di cronaca e tutela della persona non sono in conflitto: difendere il primo significa difendere il diritto dei cittadini a essere informati, ma tutelare la dignità garantisce i fondamenti costituzionali dell’informazione» ha esordito Marinucci richiamando i tre capisaldi della professione — rispetto della verità sostanziale dei fatti, interesse pubblico e continenza espressiva — ricordando che «un giornalista è giornalista sempre, anche sui social, dove non è ammissibile usare espressioni offensive o cedere alla fretta a scapito della verifica». Ha infine sollevato il problema della permanenza indefinita delle notizie sul web, che rischia di trasformarsi in una «gogna mediatica a tempo indeterminato», invitando i colleghi a usare la massima cura con le parole e le immagini di fronte alle fragilità (minori, vittime e casi di suicidio) per evitare che il dolore diventi puro spettacolo. Sono seguiti gli interventi del sindaco di Sulmona Luca Tirabassi, nella sua veste di presidente del consiglio dell’ordine e del procuratore della Repubblica di Sulmona Luciano D’Angelo. Presente all’evento, moderato dal giornalista Giovanni Ruscitti, anche il sindaco di Bugnara Domenico Taglieri. La tutela delle persone passa quindi attraverso l’attivitá degli operatori dell’informazione e del diritto ma anche e soprattutto attraverso gli operatori della giustizia. È capitato due giorni fa, alla vigilia dell’incontro di formazione, che sull’aula due del tribunale di Sulmona era affisso il ruolo delle udienze preliminari con la pubblicazione delle generalità delle persone offese dei reati di genere. Nel foglio A4 non comparivano i nomi degli imputati, come è giusto che sia trattandosi di udienze in camera di consiglio, ma venivano riportate le generalità di tre giovani donne, persone offese per altrettante vicende che riguardavano atti persecutori, maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. Sicuramente una svista di cancelleria che può capitare. Come può capitare anche gli operatori dell’informazione e del diritto di incappare in leggerezze dovute in alcuni casi dalla pressione o dalla fretta. Nell’evento di Bugnara, che è stato strutturato e pensato all’indomani di un doloroso fatto di cronaca, si è fatto accenno a tutte le “mancanze” degli operatori dell’informazione nell’ultimo anno, tralasciando il fatto ad esempio che i presunti autori del mega incendio della scorsa estate in Valle Subequana sono stati individuati grazie alle prime dichiarazioni raccolte da un organo di stampa e che la vicenda emblematica di un disabile, costretto a salire tre piani di scale con la sola forza delle braccia, si sta risolvendo grazie proprio all’interessamento degli organi d’informazione prima ancora della necessità d’intervento dell’autorità giudiziaria. Un pomeriggio pieno di spunti, sollecitazioni e prese di consapevolezza del delicato compito che come giornalisti ci viene affidato. Ringraziando coloro che hanno organizzato l’evento, rivolgiamo un appello agli stessi affinché il prossimo incontro di formazione possa essere dedicato al tema delle querele temerarie che spesso sfociano perfino in minacce come accaduto proprio negli ultimi anni nei confronti degli operatori dell’informazione: auto bruciate, crivellate di colpi ad aria compressa, minacce di morte per strada e perfino in tribunale che rimane icona e simbolo della legalità. Un presidio che rimane a rischio senza una riforma della geografia giudiziaria e la cui attività ogni giorno viene valorizzata dai magistrati, dagli avvocati e anche dalla presenza fissa e stabile dei cronisti (plurale maiestatis, ndr) che spesso portano il conto delle udienze e dei provvedimenti venendo in soccorso agli addetti ai lavori


































