
“Bastava uno sguardo per capirci. Hai reso felici le coppie e intere famiglie, riuscendo sempre ad accontentare tutti”. Il ritratto di Dorinda Celidonio è arrivata dalla figlia Alice, nel pomeriggio, al termine del rito funebre officiato da don German nella Chiesa di San Filippo Neri che non è riuscita a contenere i numerosi fedeli presenti. Dorinda, 65 anni, si è spenta l’altro giorno dopo una lunga malattia, lasciando il segno nella sua comunità per aver traghettato per decenni l’agenzia di viaggi del padre, il senatore Michele. Testimone raccolto dalla figlia che oggi, a nome dei familiari e degli amici, ha rivolto le ultime parole a mamma Dorinda, punto di riferimento per la comunità sulmonese. “Ho confessato ai medici il tuo dispiacere perché negli ultimi tempi non potevi andare in agenzia. Spero di avere la forza perché ogni cosa mi parla di te”- ha detto ancora la figlia di Celidonio, ringraziando i medici e quanti l’hanno accompagnata nel periodo della malattia. Un ricordo è arrivato anche dal coro parrocchiale di cui Dorinda era simbolo oltre che guida. Incarico che aveva assunto ai tempi di mons. Aladino De Iuliiis. “Sei stata la colonna portante, il nostro punto di riferimento per ogni iniziativa sempre portata a termine con estremo senso del dovere e di devozione. Le prove,gli spartiti, la tua instancabile dedizione saranno sempre al centro dei nostri pensieri perché una persona come te è difficile da dimenticare”- scrivono dal coro, rendendo l’idea sul vuoto incolmabile che lascia la scomparsa di Dorinda Celidonio che in passato aveva ricoperto anche il ruolo di assessore comunale e componente del direttivo del borgo Pacentrano, presente alle esequie con una sua rappresentanza. A Dorinda è il caso di dire A-Dio: una parola scomposta dal dolore e ricomposta dalla speranza




































