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SULMONA – “Ogni volta che ammirerò la bellezza di un paesaggio tu vivrai. Ogni volta che preferirò usare la bicicletta al posto della macchina tu vivrai. Continuerai a vivere nei miei gesti e nei miei pensieri”. Con le parole pronunciate dalla figlia Francesca si è chiuso nel pomeriggio il rito funebre per l’ultimo saluto ad Antonio Ruffini, ingegnere sempre in prima linea, paladino e difensore dell’ambiente, ex assessore comunale, amico di Sulmona e dei sulmonesi. Una Chiesa gremita per salutare per l’ultima volta un uomo che ha amato la sua città fino alla fine. L’unica nota stonata era l’assenza del Comune di Sulmona e dei rappresentati istituzionali. C’era solo il consigliere di minoranza Antonio Di Rienzo. Per Ruffini fiori, lacrime e tanto silenzio perché non ci sono parole adatte per ricordare un grande uomo. Le ha trovate la figlia Francesca, nel suo breve discorso, ricordando il padre come colui che amava l’ambiente e i piccoli gesti della vita. Ma le ha trovate anche don Carmine Caione, che ha officiato il rito funebre, esortando nel corso dell’omelia la moglie e i figli, Silvio e Francesca, a ricordare “gli insegnamenti che il vostro congiunto ha lasciato. Sarà per voi il testamento che vi ha lasciato e consegnato perché possiate seguire il suo esempio”. Ruffini aveva 69 anni ed è morto dopo due anni di agonia. Nel 2015 fu colpito da una aneurisma celebrale. Ieri il suo cuore ha cessato di battere e nel giro di poche ore sono stati numerosi i messaggi di cordoglio che sono arrivati, dalle istituzioni ai comitati cittadini per l’ambiente per finire con coloro che lo hanno conosciuto e amato. Un uomo che ha lasciato il segno e che Sulmona non dimenticherà. Ciao Antonio e a-Dio. Una parola scomposta dal dolore e ricomposta dalla speranza.

Andrea D’Aurelio

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