
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Alessandra De Marco, ha archiviato il procedimento penale scaturito dalla denuncia presentata da “Andrea Di Nino in proprio e nella qualità di legale rappresentante della azienda artigiana Andrea Sedici” (così si legge nella querela), nei confronti dei tecnici comunali, del segretario comunale, del collega giornalista Patrizio Iavatoen e del nostro capogruppo Antony Leone. Un’ordinanz che conferma, “in maniera chiara ed inequivocabile, la trasparenza assoluta dell’operato dell’attuale Amministrazione Comunale e del lavoro degli Uffici coinvolti nella vicenda legata al querelante”- scrivono dalla maggioranza. “Tutto è stato fatto, come sempre, nell’esclusivo interesse pubblico che orienta le nostre scelte, le nostre decisioni e l’attività dei dipendenti comunali.
Un dato di verità che emerge con tutta la sua forza a spazzare via insinuazioni e ricostruzioni prive di fondamento. Dopo un anno e mezzo di doveroso silenzio, nel corso del quale siamo stati oggetto, sulla vicenda in questione, di insulti, allusioni gratuite, speculazioni politiche neanche tanto disinteressate, orientate a creare un clima di discredito sul nostro operato amministrativo, la pronuncia del Tribunale ribadisce a chiare lettere che l’Ente ha agito solo nell’interesse della sua comunità, come fa ogni giorno con passione autentica e presenza costante. Cogliamo l’occasione, in questo passaggio, di stringere in un abbraccio ideale il capogruppo di Pratola Bellissima Antony Leone, la cui integrità morale è inattaccabile, e i dipendenti comunali coinvolti, gli architetti Antonio Giovannucci e Claudia Di Girolamo, che al contrario delle accuse e dei giudizi poco lusinghieri ricevuti in maniera mirata, e in più di una circostanza, sui social in questi mesi, hanno sempre rispettato le corrette procedure amministrative lavorando con competenza e responsabilità in ogni ambito”- sottolinea Pratola Bellissima, dando piena solidarietà alla segretaria comunale Giovanna Di Cristofaro, “costretta gioco forza dentro una vicenda che ha finito per confermare il rigore e lo specchiato assolvimento delle sue delicate funzioni”.









