
Aveva un chilo di coca nell’armadio della sua abitazione. Con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti il giudice per le indagini preliminari, Marta Sarnelli, ha disposto il giudizio immediato nei confronti di A.L.C., 48enne di Sulmona, fermato lo scorso 6 settembre dalla polizia stradale di Pratola Peligna con l’ingente quantitativo di sostanza stupefacente. Il giudice ha accolto la richiesta del sostituto procuratore della Repubblica, Edoardo Mariotti, secondo il quale “è emersa l’evidenza della prova” a carico del sulmonese. L’uomo, che veniva tenuto sotto controllo da tempo con appostamenti, pedinamenti e intercettazioni, era stato bloccato dagli agenti della stradale. Dopo la perquisizione veicolare che aveva fatto emergere 71 grammi di fumo, detenuti per uso personale, un coltello lungo 20 centimetri e un cavo elettrico, gli inquirenti avevano deciso di effettuare la perquisizione nell’abitazione del 48enne e in quella madre dove, nell’armadio metallico adiacente alla cucina, erano stati trovati oltre un chilo di cocaina dal quale, ha accertato l’Arta, erano ricavabili oltre quattromila dosi per la vendita nel locale mercato di spaccio. Per il 48enne, che è già coinvolto in un’altra inchiesta antidroga denominata “La Fenice”, erano scattate le manette. Portato in carcere, gli erano stati poi accordati i domiciliari poiché aveva esigenza di assistere la madre malata, come richiesto dagli avvocati difensori Catia Puglielli e Alessandro Margiotta. Essendo emersi indizi solidi di colpevolezza nel corso delle indagini, come rilevato dalla Procura, il giudice lo ha mandato a processo che comincerà il prossimo 26 gennaio









