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L’AQUILA – Un anno e quattro mesi di reclusione (pena sospesa) e pagamento delle spese processuali. Questa la pena inflitta dal giudice monocratico del tribunale dell’Aquila, Tommaso Pitone, a tre dei quattro imputati finito sotto processo per l’incendio a Fonte Vetica, sulla piana di Campo Imperatore. Il fatto si riferisce all’estate del 2017, quando, da un barbecue era divampato un incendio che distrusse trecento ettari di vegetazione nel Parco del Gran Sasso. Le condanne sono arrivate per R.D.N., 29enne di Popoli ma residente a Pietrani e per i cugini F. D.G e I.D.G., entrambi di 28 anni, di Popoli e residenti ad Alanno, responsabili, almeno secondo l’accusa, di aver acceso un barbecue dove non si poteva, dal quale è poi divampato l’incendio. Assolto A.V., 26enne di Popoli, perchè il fatto non costituisce reato. Nella calda estate di Fonte Vetica si stava tenendo, come di consueto, la fiera degli ovini, manifestazione che si svolge ogni anno sul Gran Sasso. All’ora di pranzo, stando a quanto ricostruito nel corso delle indagini, le fiamme divamparono da un barbecue acceso per cuocere della carne: ingenti i danni al patrimonio boschivo abruzzese con centinaia gli ettari di vegetazione distrutti, tutti nel Parco del Gran Sasso. Le fiamme arrivarono a lambire perfino il versante pescarese, verso Rigopiano. Il rogo si riuscì a spegnere definitivamente solo dopo due settimane di interventi che avevano portato i vigili del fuoco e la protezione civile ad operare a stretto contatto con due canadair e due elicotteri.

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