
Cresce la preoccupazione tra le famiglie dei bambini iscritti e pre-iscritti alle sezioni Infanzia e Primavera dell’Istituto “Regina Margherita”. Con una richiesta formale indirizzata all’ASP n. 2 della Provincia dell’Aquila, alla Cooperativa Sociale Horizon Service e, per conoscenza, al Comune di Sulmona, il rappresentante di istituto ha lanciato un appello urgente per la convocazione di un tavolo tecnico congiunto. C’è il rischio concreto di interruzione del servizio educativo a partire dal prossimo anno scolastico. Secondo quanto riferito dalle famiglie, alla fine di aprile la cooperativa che gestisce il servizio avrebbe comunicato gravi difficoltà legate al mancato rinnovo della convenzione con l’ASP. Una situazione che, se non risolta rapidamente, potrebbe portare alla chiusura dell’attività entro il 30 giugno e al licenziamento del personale docente. La prospettiva delineata viene definita senza mezzi termini una “bomba sociale”. Circa 50 famiglie si troverebbero improvvisamente senza un servizio essenziale, in un momento dell’anno in cui le iscrizioni alle scuole pubbliche risultano già chiuse, rendendo di fatto impossibile trovare soluzioni alternative. In un territorio già segnato da un calo demografico, la perdita di un presidio educativo come il Regina Margherita avrebbe ricadute rilevanti non solo sulle famiglie, ma sull’intero tessuto sociale e lavorativo locale. Nel documento, le famiglie riconoscono e apprezzano il lavoro svolto negli anni dalla Cooperativa Horizon Service, sottolineando la qualità dell’offerta educativa e la professionalità del personale. Tuttavia, proprio in virtù di questo rapporto di fiducia, chiedono maggiore trasparenza sulle dinamiche che hanno portato alla situazione attuale. In particolare, viene contestata la tempistica delle comunicazioni: le preiscrizioni per il prossimo anno scolastico erano state regolarmente raccolte nei mesi precedenti, generando un legittimo affidamento sulla continuità del servizio. L’ipotesi di chiusura o di aumento significativo delle rette ventilata solo a ridosso di maggio – viene ritenuta incompatibile con i principi di correttezza e buona fede. Le istanze avanzate ruotano attorno a quattro principi fondamentali: tutela dell’affidamento e correttezza contrattuale, con richiesta di maggiore tempestività e chiarezza nelle comunicazioni; trasparenza sui costi di gestione, con la disponibilità a valutare eventuali aumenti delle rette solo se adeguatamente giustificati e documentati; unitarietà del servizio, ritenuta imprescindibile, escludendo qualsiasi ipotesi di mantenimento della sola Sezione Primavera a scapito della Sezione Infanzia; continuità didattica, soprattutto per i bambini prossimi al completamento del ciclo educativo. Su quest’ultimo punto, le famiglie propongono una “clausola di salvaguardia”, garantire il servizio per l’anno scolastico 2026/2027 a tutti gli iscritti e pre-iscritti, con eventuali adeguamenti tariffari equi e sostenibili, rimandando modifiche più incisive alle future iscrizioni. La proposta è la convocazione, entro sette giorni, di un tavolo di confronto tra tutte le parti coinvolte. L’obiettivo dell’incontro sarà individuare una soluzione temporanea un “accordo ponte” o una proroga tecnica che consenta di garantire la continuità del servizio per l’intero anno scolastico 2026/2027, in attesa della definizione di una nuova convenzione.
Le famiglie ribadiscono la volontà di affrontare la situazione in modo costruttivo e collaborativo, ma avvertono anche della gravità del momento. In assenza di risposte rapide, non escludono iniziative pubbliche per tutelare il diritto all’educazione dei propri figli. Ora la palla passa agli enti coinvolti: il tempo è limitato e il futuro di un servizio educativo fondamentale per la comunità di Sulmona dipende dalle decisioni che verranno prese nei prossimi giorni.


































