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ANVERSA DEGLI ABRUZZI – Potrebbe appartenere ad un pastore clandestino il cadavere occultato in un sacco a pelo in località Castrovalva di Anversa degli Abruzzi. Proseguono le indagini di Procura e Carabinieri per dare un  volto e un nome a quel corpo senza vita, sul quale è stato svolto nei giorni scorsi l’esame del dna, con la speranza di risalire all’indentità.  L’ipotesi a cui si lavora è che potrebbe trattarsi un pastore, uno di quelli senza nome, che rendono possibile la zootecnia nelle montagne abruzzesi. Un clandestino, sconosciuto all’anagrafe, lavoratore in nero, arrivato in Italia nel periodo estivo per prendersi cura di greggi e mandrie in altura. In questo caso si prefigurerebbe il reato di occultamento di cadavere visto che è dato per certo che il corpo è stato da qualcuno trasportato e lasciato nel luogo impervio, dove è stato poi ritrovato una decina di giorni dopo. Le indagini si starebbero concentrando proprio su questa direzione.  E’ stato infatti avviato il censimento di tutti gli allevamenti presenti nell’Aquilano e nei territori confinanti. Sull’occultamento di cadavere non ci sono dubbi visto che, come da noi anticipato, il corpo dell’uomo è stato rinvenuto senza vestiti, all’interno di un sacco a pelo chiuso, avvolto in un lenzuolo.  Scartata la pista del malore, s’indaga per venire a capo della vicenda e per dare un nome al cadavere. Le indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi, apparse su questa testata, non sono poi così infondate.

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