

Mancano ormai poche ore alla scadenza decisiva per i 162 lavoratori del call center 3G di Sulmona e il clima resta carico di tensione e incertezza. Solo 40 di loro sarebbero disposti ad accettare il trasferimento ma i conti si faranno solo al termine della giornata. A mezzanotte terminerà infatti il termine fissato per il trasferimento del personale verso la nuova organizzazione lavorativa legata all’appalto Enel, ma le criticità denunciate dai sindacati continuano ad aumentare.
Sul tavolo ci sono questioni che riguardano non solo il futuro occupazionale ma anche quello economico e professionale dei dipendenti. Il primo scontro riguarda il rapporto tra 3G Spa e Accenture. Secondo quanto riferiscono le organizzazioni sindacali, 3G pretenderebbe dai lavoratori il preavviso lavorato, minacciando trattenute in busta paga per chi non dovesse rispettarlo. Parallelamente Accenture, nuova affidataria dell’appalto Enel, non sarebbe disponibile ad armonizzare le date di assunzione. Una situazione che rischia di creare un vuoto economico per i dipendenti chiamati a entrare in servizio nei mesi di giugno e luglio. In pratica i lavoratori si troverebbero davanti a una scelta obbligata: perdere il compenso del preavviso oppure rinunciare all’assunzione.
Ma non è l’unico problema emerso nelle ultime ore. A preoccupare è anche il nodo del declassamento professionale. Nonostante venga garantita la conservazione dell’anzianità di servizio, tutti i dipendenti verrebbero inquadrati al terzo livello contrattuale, anche coloro che oggi ricoprono il quarto o il quinto livello. Un arretramento che comporterebbe stipendi più bassi e minori prospettive di crescita professionale. Una vertenza quella della 3G che non ha visto un intervento incisivo dalla politica né la filiera sembra aver prodotto risultati
































