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SULMONA – Il controesodo era arrivato lo scorso 31 gennaio, dopo un sollecito del sindaco della città su impulso del Tribunale per i diritti del Malato. Da marzo la commissione è tornata a riunirsi sul territorio, seppur con cadenza quindicinale, visti i numeri pressocchè gestibili. Ma la carenza di organico tra i medici di medicina legale ha delocalizzato di nuovo il rinnovo delle patenti speciali. Mancano i medici per garantire la prossimità e la commissione è stata di fatto delocalizzata nel capoluogo di regione, con ovvie conseguenze per gli utenti, soprattutto i fragili. Nell’epoca del caro i costi per la sanità continuano a lievitare tra viaggi per rinnovare le patenti speciali, spole per sottoporsi alle prestazioni sanitarie fuori sede vista la chiusura delle agende al Cup e ritiro referti. “Quello della carenza di medici legali è un problema che ho sollevato recentemente, anche alla luce del comitato ristretto dei sindaci, per il quale si attende la convocazione dopo la mia istanza”- fa sapere il primo cittadino, Gianfranco Di Piero. Lo stesso aveva chiesto di esaminare nel dettaglio il piano triennale delle opere pubbliche e degli investimenti sull’edilizia sanitaria, il piano delle assunzioni e le procedure concorsuali in atto. Nella lunga lista delle criticità c’è infatti anche la carenza di personale nel Serd dell’area peligna. In attesa della riunione dei sindaci, le problematiche nella quotidianità non si placano. Per insufficienza di medici la lungodegenza non si può aprire. Agende chiuse per reumatologia, doppler, gastroenterologia. Niente polisonnografie. Per il test sulla ricerca della tubercolosi l’utenza è pregata di spostarsi verso Pescara. La copertura annunciata per il Cup, onde evitare lunghe file ed attese, è rimasta lettera morta come pure l’area di attesa all’esterno del pre-triage. Una sanità senza riparo, nel vero senso della parola, che richiede un deciso cambio di passo prima che il famigerato “primo livello” resti solo nella forma.

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