
Per incassare l’assegno unico del figlio a carico aveva attestato di far parte del nucleo familiare, assieme al suo ex marito, ma non era vero. Con l’accusa di falsa attestazione una 48enne di Sulmona, M.B., è stata rinviata a giudizio questa mattina dal giudice pre dibattimentale del Tribunale di Sulmona, Irene Giamminonni. I fatti risalgono al maggio 2022 quando la donna aveva sottoscritto la domanda all’Inps per intascare il sussidio da 150 euro ma, contrariamente a quanto dichiarato, non faceva più parte del nucleo familiare dal 2019 in base alla sentenza del Tribunale. A denunciarla era stato il suo ex. Le verifiche effettuate dalla guardia di finanza di Sulmona avevano portato a deferire la donna in Procura. Il processo si aprirà il 5 febbraio. In realtà le fiamme gialle sulmonese, in quel periodo, avevano scoperto decine e decine di posizioni irregolari, rimettendo gli atti in Procura. L’assegno unico sostituisce le detrazioni fiscali per carichi di famiglia e l’assegno per il nucleo familiare (Anf). Destinato ai lavoratori dipendenti, agli autonomi, ai pensionati e ai disoccupati (ecco perché è definito “universale”), l’assegno può essere richiesto da tutti i cittadini italiani o europei o con permesso di soggiorno, residenti in Italia da almeno due anni e che qui pagano le tasse. L’assegno è assicurato a ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età (ma non vi sono limiti di età nel caso di figli disabili)
































