
Diventa un caso la possibile apertura di una struttura di accoglienza nella frazione Vallelarga di Pettorano sul Gizio, all’interno di un immobile ad uso civile abitazione, senza che al momento siano stati chiariti in modo preciso tipologia e destinazione della struttura. La prospettiva ha suscitato preoccupazione tra i residenti, che hanno deciso di formalizzare una richiesta di verifica alle autorità competenti, chiedendo maggiore attenzione sulle procedure autorizzative e sui controlli. Partita anche una raccolta firme indirizzata al prefetto Vito Cusumano, al manager Asl Paolo Costanzi e al sindaco uscente Antonio Carrara. In particolare, viene sollecitata un’accurata valutazione dell’idoneità dell’immobile sotto il profilo della sicurezza, oltre alla verifica della regolarità abitativa e del rispetto dei requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa vigente. Tra i timori espressi, anche quelli legati alla sicurezza. I residenti sottolineano come episodi di microcriminalità, quali furti e spaccio, contribuiscano ad alimentare un senso diffuso di insicurezza, soprattutto tra le persone più fragili, come anziani e cittadini che vivono soli. A pesare è inoltre la situazione dei servizi nella frazione di Vallelarga, descritta come carente sotto diversi aspetti: assenza di sistemi di videosorveglianza, controllo del territorio limitato, mancanza di un presidio sanitario stabile, scarsità di servizi pubblici essenziali e totale assenza di attività commerciali e istituti scolastici di grado medio e superiore. I cittadini evidenziano anche come nel “territorio comunale siano già presenti due strutture di accoglienza operative da tempo, ritenute sufficienti rispetto alle caratteristiche del contesto locale”. “In un’area segnata dallo spopolamento, l’eventuale aumento di queste realtà potrebbe, secondo i residenti, incidere sugli equilibri sociali e sul rapporto numerico tra popolazione residente e ospiti”- scrivono i promotori della petizione che ha raccolto al momento sessanta firme. Attraverso la petizione, i residenti di Vallelarga hanno quindi espresso il proprio dissenso all’ipotesi, precisando che la posizione non nasce da pregiudizi, ma da una valutazione delle condizioni del territorio. (


































