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SULMONA – In nove vengono convocati alla caserma dei Carabinieri di via Sallustio per la vicenda che, a distanza di una settimana abbondante, continua a tenere banco. Si tratta del video shock portato in Aula Consiliare dalla consigliera comunale Roberta Salvati sul quale i militari della stazione di Sulmona stanno indagando da giorni per risalire al responsabile che ha girato il video e soprattutto lo ha inoltrato a qualche contatto whatsapp. E’ in questo passaggio in effetti che si configura il reato. Tutto è cominciato lo scorso 30 agosto, subito dopo la revoca delle dimissioni da parte del sindaco di Sulmona Annamaria Casini, quando all’interno di un esercizio commerciale il consigliere comunale ed ex sindaco Bruno Di Masci risponde a una telefonata e parla della Salvati etichettandola con un epiteto che la consigliera non ha digerito. La Salvati ripone fiducia nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine, per spegnere il clamore suscitato, ma non nasconde che quella parola ha recato problemi a lei e alla sua famiglia, e fa ancora male perché nessuna donna vorrebbe sentirsela dire. Ma dall’altre parte Di Masci ha sporto querela contro ignoti e non è escluso che fari altri passi legali perché è stato ripreso da una delle nove persone che quel 30 agosto si trovavano all’interno del negozio. Ieri i Carabinieri hanno chiesto tutti e nove i nominativi ed oggi gli interessati sono stati chiamati in Caserma per rilasciare la propria “deposizione” e ratificare il verbale. Non ci vorrà molto quindi a risalire a colui o colei che ha girato il video e lo ha inoltrato. Un filmato che è stato visualizzato su whatsapp da mezza città fino ad arrivare nelle mani della Salvati. La vicenda quindi potrebbe avere nuovi sviluppi a breve ed è difficile che il seguito passerà in sordina proprio perché resa pubblica nella massima assise.

Andrea D’Aurelio

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