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CIVITELLA ALFEDENA – Indaga la Procura della Repubblica di Sulmona sulla morte di uno chef, Marco Polidori, in un albergo di Civitella Alfedena. L’episodio risale a fine agosto del 2017 ma solo in questi giorni è stata chiusa l’inchiesta per omicidio colposo con due persone iscritte nel registro degli indagati: il proprietario dell’albergo e il medico del 118 che lo scorso 23 agosto si è recato sul posto per soccorrere l’uomo. Tutto è cominciato da quella giornata maledetta quando il cuoco-pasticcere ha avvertito un malore e sul posto si è reso necessario l’intervento dell’ambulanza. L’uomo è stato identificato come ospite dell’hotel e non come dipendente visto non era regolarmente registrato poiché era stato assunto senza regolare contratto. I sanitari prestano le cure del caso ma dopo tre giorni, in seguito a un nuovo malore, subentra il decesso. Anche nei rilievi dei Carabinieri l’uomo risulta come ospite della struttura alberghiera ma di lì a poco si viene a capo del lavoro nero che non ha permesso al 51 enne cuoco-pasticcere di godere dei permessi e dei giorni di riposo che spettano al lavoratore dipendente in caso di regolare assunzione. L’inchiesta della Procura segue proprio questo filone. Al proprietario dell’albergo viene contestata la mancanza di un normale contratto che avrebbe consentito al 5 1 enne di ricorrere alla malattia. Secondo la Procura le sue condizioni lavorative non avrebbero agevolato una rapida ripresa del cuoco che poi a distanza di qualche giorno è deceduto. Al medico del 118 viene invece contestata l’imprudenza di aver disposto un esame più approfondito lasciando però l’uomo nell’albergo e facendo rientro in sede con l’ambulanza vuota. Da un semplice malore quindi l’inchiesta si è allargata abbracciando anche il filone del lavoro nero che resta una piaga sociale.

Andrea D’Aurelio

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