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Corfinio, 25 novembre: una panchina rossa più forte del vandalismo
In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, anche Corfinio ha voluto lasciare il suo segno. Questa mattina, sotto una pioggia insistente, è stata inaugurata (o meglio, “ri-inaugurata”) la panchina rossa del paese, deturpata e vandalizzata la scorsa estate.
Il simbolo, collocato lungo il corso principale, era già stato oggetto di un gesto d’affetto collettivo: le signore del paese avevano cucito a uncinetto il numero del centro antiviolenza 1522 e lo avevano applicato sulla panchina. Qualcuno, però, aveva pensato di strapparlo via. Per evitare che l’atto venga ripetuto, l’amministrazione ha scelto questa volta una soluzione più resistente: una targa in plastica con il medesimo numero, ben visibile e impossibile da rimuovere con le mani.
Nonostante il cielo grigio e l’acqua che non ha dato tregua, la breve cerimonia è stata intensa e partecipata. Tanta commozione, pochi discorsi ma sentiti. Hanno preso la parola Maria Silvia Di Giovanni, assessore comunale, e il vicesindaco Francesco Di Nisio, che hanno ricordato l’importanza di tenere viva l’attenzione su un tema che non può conoscere pause.
«Questa panchina non è solo un oggetto – ha detto Di Giovanni – è un monito quotidiano per chi passa, per chi vive qui e per chi viene da fuori. Ogni volta che qualcuno si siede, deve ricordare che la violenza sulle donne riguarda tutti noi e che c’è sempre un numero da chiamare per chiedere aiuto».
Un piccolo gesto, in un piccolo paese, ma carico di significato: a Corfinio la lotta contro la violenza di genere non si ferma davanti alla pioggia, né davanti a chi prova a cancellarla con la stupidità o con la rabbia. La panchina rossa è tornata al suo posto, più solida di prima. E il 1522 è lì, ben visibile, pronto a essere composto da chi ne ha bisogno.









