
Ci sono luoghi che, nonostante le dimensioni, sanno contenere un mondo. Borghi che non si arrendono alla retorica della marginalità, ma diventano laboratori di idee, reti di energie, fucine di rinascita culturale. È ciò che sta accadendo a Goriano Valli, frazione del comune di Tione degli Abruzzi, dove il MuDi – Museo Diffuso del Parco Sirente Velino continua a dimostrare che anche un piccolo paese può generare grandi visioni. Il 19 novembre il Titolare dell’USRC, l’ingegner Raffaello Fico, insieme ai responsabili e ai funzionari dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere, è stato ospite del MuDi per una giornata di confronto e collaborazione. Una visita che non è stata un semplice sopralluogo istituzionale, ma un incontro concreto dentro un territorio che ha trovato nella memoria e nella partecipazione la sua forza più autentica. La giornata, intitolata “Da un piccolo paese nascono grandi visioni”, è stata strutturata come una vera e propria esperienza formativa, ispirata al metodo REX Roundtables: una riflessione collettiva sulla leadership generativa, la coesione sociale e la capacità delle comunità di immaginare futuro. Ad accompagnare i partecipanti tra le stazioni narrative del museo diffuso sono state Valentina Concordia, Giulia Tronca e Sofia Greco, guide e narratrici del MuDi, che hanno raccontato storie di resilienza, ricostruzione e impegno civile. Il MuDi è oggi al centro di un Progetto Sinergico che coinvolge il Parco Sirente Velino, l’Ecomuseo USRC e la rete dei borghi del cratere sismico 2009. Un progetto che guarda alla Capitale Italiana della Cultura 2026, trasformando la periferia in protagonista e dimostrando che il dialogo tra istituzioni e comunità non solo è possibile, ma è necessario.





Fondamentale il ruolo della Cooperativa di Comunità Cuore delle Valli e dell’Associazione Sportiva Vallese, rappresentate rispettivamente da Maria Grazia Guidone e Massimo Pedone, che ha ricordato quanto la rigenerazione territoriale sia possibile solo “unendo energie, lavoro e visione”, e scegliendo politiche che rafforzino legami, servizi e opportunità. Parole di grande apprezzamento sono arrivate anche dal Sindaco Stefania Mariani: il MuDi, ha detto, “è una delle più belle espressioni di partecipazione e collaborazione del territorio. La visita dell’ingegner Fico rafforza il legame tra comunità e istituzioni e dimostra che anche i piccoli paesi dell’entroterra possono essere protagonisti della rinascita culturale”. Nel corso dell’incontro sono stati condivisi gli ambiti principali della collaborazione futura: dall’inserimento nella governance dell’Ecomuseo, all’attivazione di percorsi formativi e professionalizzanti, fino a nuove strategie per contrastare lo spopolamento e sostenere l’economia della cultura. “Il MuDi è un modello concreto di rigenerazione territoriale” ha affermato l’ingegner Fico, sottolineando la capacità del progetto di unire memoria, partecipazione e innovazione. E Fausto Di Giulio, fondatore e curatore del museo diffuso, ha ribadito che la rinascita dei borghi è possibile quando la visione diventa pratica condivisa. La giornata si è conclusa davanti a un bicchiere di vino della Vigna di More, nella stazione Annonnasé del museo: un momento semplice e simbolico, che ha ricordato cosa rende vivo un territorio. Non i confini, ma le relazioni. Perché la rinascita non arriva dall’alto: nasce dal basso, da mani che si stringono e idee che diventano azioni. E quando questo accade, anche il paese più piccolo può diventare faro.









