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SULMONA – Il Comune gli ha addebitato il canone delle luci votive, ovvero 30 euro circa, ma lui è vivo e vegeto. Ha dell’incredibile la storia che vede protagonista un 34 enne di Sulmona che l’altro giorno si è visto recapitare nella sua abitazione il sollecito di pagamento, pervenuto dagli uffici comunali di Palazzo San Francesco, con tanto di estremi per il bonifico bancario. Il costo del servizio cimiteriale riguarda, nello specifico, il canone delle luci votive per le annualità 2019 e 2020. Nulla di strano verrebbe da dire se non fosse per il fatto che il destinatario dell’avviso non è deceduto. Dal Comune infatti hanno errato destinatario nel senso che alla base del clamoroso disguido potrebbe esserci un’omonimia come rilevato dal malcapitato giovane che, dopo aver fatto tutti gli scongiuri del caso, ha inoltrato una mail agli uffici di Palazzo. “Sono vivo e vegeto”- ha specificato a caratteri cubitali il giovane- “l’addebito dei servizi cimiteriali non è affatto riconducibile alla mia persona. Pertanto siete cordialmente pregati di effettuare le dovute verifiche e di risalire ai congiunti della persona defunta”. Un mero errore materiale che ha portato il Comune a dare per morto un giovane nel pieno delle sue forze. L’auspicio è che si provveda a indirizzare l’avviso di pagamento per le luci votive al giusto destinatario e che l’incidente di percorso istituzionale allunghi la vita all’omonimo 34 enne.

Andrea D’Aurelio

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