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SULMONA – Ancora nessuna traccia del bando di gara per i lavori di adeguamento sismico del De Nino-Morandi di Sulmona, l’istituto tecnico sulmonese delocalizzato a Pratola dal 17 ottobre 2014, a seguito dell’inchiesta sui presunti lavori sbagliati post sisma. La pubblicazione dell’avviso pubblico, da parte del Provveditorato delle opere pubbliche, soggetto attuatore per l’esecuzione degli interventi sulla sede storica di via D’Andrea, era atteso da oltre un anno. Per questo la Provincia potrebbe tornare soggetto attuatore, per concludere la procedure amministrative e pubblicare la gara. La giornata di domani (lunedì per chi legge, ndr) segnerà, salvo sorprese, la chiusura della pratica per il trasferimento e ritorno a Sulmona, con l’aggiudicazione in favore della S. Antonio Srl. Ma da martedì l’ente, approfittando dell’insediamento della nuova Dirigente del settore, riprenderà le fila del discorso sull’adeguamento della sede storica, la “dimenticata” delle dimenticate, poichè da otto anni nulla si è mosso. Nè un ponteggio nè un’impalcatura. Già lo scorso 21 gennaio la Provincia minacciò di riprendere le carte al Provveditorato. Trascorsi altri otto mesi, l’ente sarebbe intenzionato a risolvere la convezione, al fine di accelerare le procedure per l’aggiudicazione e lo svolgimento dei lavori. “C’è stato un periodico scambio di missive in questi mesi. Ci siamo ritrovati questa convenzione ma abbiamo la necessità di dare impulso alle procedure in essere”- afferma il Presidente, Angelo Caruso. Il possibile ritiro di atti e documenti comporterà il ritorno alle origini. Nel senso che oltre alla proprietà del plesso, la Provincia sarà soggetto attuatore. Il progetto esecutivo, redatto dalla Promedia s.r.l., attende che il secondo lotto venga realizzato secondo le più moderne tecnologie e materiali disponibili, prevedendo la demolizione e nuova posa in opera di muri perimetrali, pavimentazioni, infissi e impianti, per una struttura sicura e all’avanguardia. Il costo dell’intervento comporterà una spesa complessiva di 4 milioni e 700 mila euro e sarà concluso in 540 giorni lavorativi, ovvero in poco meno di due anni. Una parte dell’istituto era stato interessato dai lavori di adeguamento (C1-C3-C4) nel 2011, per un importo dei lavori di 4 milioni e 800 mila euro, poi sottoposto a sequestro preventivo nel per l’accertamento di presunte irregolarità. Si spera quindi che le prossime ore siano risolutive per dare maggiore concretezza ad un vertenza annosa che abbiamo monitorato e documentato sin dall’inizio, senza “sceneggiata” alcuna.

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