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SULMONA – Il mancato passaggio propedeutico dei punti all’ordine del giorno della revoca cda e nomina dell’amministratore unico al controllo analogo congiunto, mancato rispetto dei termini per la comunicazione dell’integrazione dell’ ordine del giorno e dei termini della convocazione dell’assemblea su questi punti, mancanza del numero legale e dei quorum deliberativi e costitutivi, violazione e falsa applicazione dell’art. 120bis del codice di Crisi Impresa con tutte le conseguenze. Sono alcuni dei punti contenuti nel parere legale chiesto dal consiglio d’amministrazione revocato in ordine alla legittimità dell’assemblea dello scorso 30 dicembre nel corso della quale si è proceduto alla sfiducia per giusta causa e alla nomina dell’amministratore unico, Franco Gerardini. “Dalla inefficacia della delibera di revoca degli amministratori del C.d.A. discende altresì
naturalmente l’invalidità e l’inefficacia anche della successiva delibera con la quale l’assemblea dei soci ha disposto la nomina di un amministratore unico, in luogo di quelli revocati, essendo insussistente il relativo presupposto legale e sostanziale”- si legge nel parere firmato dall’avvocato, Roberto Colagrande, patrocinante in Cassazione. Per il legale le deliberazioni risulterebbero “invalide e inefficaci siccome adottate senza l’autorizzazione preventiva dell’organo di controllo analogo, in mancanza dei quorum costitutivo e deliberativo prescritti e richiamati
specificatamente per l’assemblea, in seconda convocazione, dall’art. 14, co. 2, dello Statuto; in violazione e/o falsa applicazione dell’art. 120-bis, co. 4, d.lgs. n. 14/2019 (c.d. “Codice della crisi d’impresa”) secondo cui la revoca degli amministratori è inefficace dalla iscrizione della decisione di accedere ad uno strumento di regolazione della crisi e dell’insolvenza della società nel registro delle imprese avvenuta il 20.12.2022 e fino alla relativa omologazione salvo che, laddove avvenga per giusta causa, sia approvata con decreto dalla Sezione Specializzata del
Tribunale delle Imprese competente, non intervenuto nella specie”. “In relazione a tali profili e agli ulteriori aspetti non fatti oggetto del presente parere ed inerenti il merito delle deliberazioni assunte, gli amministratori revocati potranno attivare tutte le possibili iniziative orientate alla contestazione giudiziale della illegittimità ed illiceità della revoca per giusta causa e al correlato risarcimento del danno”- conclude il parere. Se si aprirà o meno una battaglia legale si vedrà nei prossimi giorni. Intanto il dimissionario amministratore unico si prepara all’incontro con i sindaci del controllo analogo per il giorno della verità sul futuro della partecipata.

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