
SULMONA. E’ stata conferita ieri dal gip del Tribunale per i minorenni Roberto Ferrari e dal gip del Tribunale distrettuale antimafia, Bianca Maria Colangelo, la perizia psicodiagnostica sulla dodicenne di Sulmona, abusata e ricattata con i video da tre giovanissimi di 14, 17 e 18 anni. I giudici hanno assegnato un tempo di trenta giorni al perito per accertare se la vittima è capace di rendere una testimonianza valida. Gli accertamenti partiranno il prossimo 9 dicembre per concludersi il 9 gennaio 2026. Davanti ai giudici si tornerà il 12 gennaio quando il perito, Roberta dovrà relazionare e chiarire se la ragazzina è capace di rendere una testimonianza. A quel punto si passerà a cristallizzare le prove con l’incidente probatorio. Le indagini sono state portate avanti dai carabinieri della compagnia di Sulmona, comandata dal maggiore Toni Di Giosia. Le accuse a vario titolo per i tre giovanissimi che si trovano dietro le sbarre, sono di violenza sessuale aggravata in concorso, atti sessuali con minorenne, atti persecutori e produzione di materiale pedopornografico. La ragazzina, secondo l’accusa, sarebbe stata abusata e filmata prima dal 14enne e poi al 18enne in concorso con il 17enne. Quando il video era finito sulla chat di gruppo, la dodicenne aveva chiamato il numero di emergenza 114, riservato alle vittime di abusi. Poi il racconto con gli esperti e i carabinieri che aveva portato agli arresti che erano scattati lo scorso 24 ottobre. Prosegue intanto l’indagine dei militari per valutare la posizione di decine e decine di persone che, dopo aver ricevuto uno dei filmati incriminati, lo avrebbero inoltrato, incappando nel reato del revenge porn.









