
Si riaccende lo scontro politico all’Aquila dopo la riorganizzazione degli uffici dell’Agenzia delle Dogane. Le opposizioni attaccano duramente il sindaco Pierluigi Biondi, accusandolo di nascondere dietro la propaganda una realtà ben diversa da quella raccontata ai cittadini. «Facciamo chiarezza – scrivono in una nota congiunta i consiglieri comunali di opposizione – perché Biondi non ha risolto nulla. In Consiglio comunale, invece di rispondere alle nostre domande, ha preferito ricorrere a insulti e provocazioni». Il riferimento è alla determina direttoriale pubblicata dall’Agenzia delle Dogane proprio nel giorno della seduta consiliare, con la quale si confermava l’assegnazione all’Aquila del servizio antifrode. «Un contentino – sostengono i consiglieri – per compensare il declassamento del capoluogo a favore di Pescara, che diventerà operativo dal 1° novembre». Secondo l’opposizione, la narrazione del sindaco nasconde un ridimensionamento reale delle funzioni della sede aquilana. «Ora si parla di un ufficio tecnico interregionale all’Aquila – spiegano – ma sarebbe solo un’aggiunta marginale al contentino. Tutti gli altri capoluoghi di regione, anche quelli interessati dalla riorganizzazione, hanno mantenuto le proprie prerogative. Qui, invece, le competenze si sposteranno su Pescara». I consiglieri ricordano come la decisione di istituire l’ufficio tecnico sia arrivata solo dopo le pressioni dei lavoratori e dei sindacati, in stato di agitazione da mesi, e grazie alle battaglie condotte dalle minoranze. «Il sindaco – aggiungono – non solo non è riuscito a difendere il ruolo del capoluogo, ma non ha neppure avuto il garbo istituzionale di ringraziare chi si è speso per ottenere questo minimo risultato». Anche i numeri, sottolineano, smentirebbero l’ottimismo del primo cittadino: «Oggi a L’Aquila lavorano 36 persone, ma i nuovi uffici – antifrode e tecnico – difficilmente riusciranno a mantenerle tutte. E gli operatori economici del territorio dovranno comunque rivolgersi a Pescara anche per le pratiche più semplici». Una situazione che, secondo l’opposizione, rappresenta una perdita concreta per il capoluogo regionale: «L’Aquila perde un presidio economico conquistato con fatica dopo il sisma, e viene ancora una volta messa ai margini». La nota è firmata daPaolo Romano, Stefania Pezzopane, Stefano Albano, Stefano Palumbo, Lorenzo Rotellini, Simona Giannangeli, Alessandro Tomassoni, Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Massimo Scimia, Gianni Padovani ed Enrico Verini































