
Dopo sedici anni di chiusura, l’Istituto Penale per i Minorenni “San Francesco d’Assisi” dell’Aquila ha riaperto ufficialmente le sue porte. Un evento atteso e simbolico, che segna non solo il ritorno di una struttura storica, ma anche una nuova visione della giustizia minorile, più attenta al recupero e al reinserimento dei giovani. I primi ragazzi, provenienti da Roma e Nisida e sotto la competenza dell’Autorità giudiziaria minorile abruzzese, sono stati accolti in una sede completamente rinnovata: ambienti moderni, spazi luminosi e strutture pensate per accompagnare un percorso educativo oltre che detentivo. L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare il “San Francesco d’Assisi” in un polo di eccellenza nazionale, capace di coniugare sicurezza e umanità. La riapertura è frutto di un importante investimento del Governo e di un lavoro di squadra tra il Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità, guidato dal presidente Antonio Sangermano, il Centro Giustizia Minorile di Roma diretto da Antonio Pappalardo e il Provveditorato alle Opere Pubbliche dell’Aquila con il provveditore Vittorio Rapisarda Federico. Alla guida dell’Istituto c’è la direttrice Maria Taraschi, affiancata dal comandante della Polizia Penitenziaria, la commissaria Iole Mattei. La struttura può contare su un organico completo: agenti penitenziari, educatori, personale amministrativo e contabile, pronti a gestire fino a 28 giovani detenuti. Fin dal primo giorno sono ripartite le attività scolastiche, professionali e sportive, considerate parte integrante del percorso di rieducazione. L’obiettivo, sottolineano i responsabili, è “umanizzare la detenzione e dare ai ragazzi la possibilità di ricostruire il proprio futuro, evitando il rischio di nuove ricadute nell’illegalità”. La riapertura dell’Istituto segna così una tappa importante per L’Aquila e per tutto il sistema della giustizia minorile italiana: un segnale concreto di rinascita e fiducia nella possibilità di cambiamento.


























