
Slitta di una settimana la decisione per M.L.D, il 42enne sulmonese, finito alla sbarra per l’inchiesta denominata Droga nel garage. Davanti ai giudici del collegio, che hanno estromesso alcuni atti dal processo, è stato sentito l’imputato ed ex latitante che ha fornito la propria versione dei fatti, rispondendo alle domande dell’avvocato difensore Guido Colaiacovo e del sostituto procuratore della Repubblica, Stefano Iafolla. L’uomo era finito nel mirino della magistratura, nell’ambito della più grossa operazione antidroga, effettuata negli ultimi tempi sul territorio peligno che aveva permesso alla guardia di finanza di Sulmona, nel 2019, di rrestare complessivamente cinque persone (quattro hanno già patteggiato la pena) e a sequestrare un chilo e mezzo di cocaina e14 kg di hashish. Il 42enne, secondo gli inquirenti, aveva gestito e architettato l’intera operazione. Per portare avanti l’attività di spaccio aveva ingaggiato di volta in volta giovani “collaboratori” ai quali affidava ingenti quantitativi di sostanza stupefacente da custodire e consegnare quotidianamente ai vari assuntori in città e nel comprensorio. Ma si affidava anche a insospettabili consumatori di stupefacenti, tanto da individuare nel garage del viale della Stazione, il luogo di consegna del quantitativo di droga. Comunicava tramite schede telefoniche che venivano utilizzate una sola volta e poi gettate via. A scoprire l’ingente traffico erano state procura e finanza che avevano smascherato il sodalizio. Dopo l’arresto, il 42enne si era reso latitante dal 2019 al 2022 quando era stato bloccato in Spagna. La sentenza sarà pronunciata il 26 novembre









