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SULMONA – Negli ultimi tempi TikTok è diventato un social media molto popolare per una vasta gamma di persone, dagli adolescenti ai professionisti: pochi però sanno che il suo utilizzo è esploso anche fra i detenuti. Parliamo di uomini e donne che, pur stando attualmente scontando un periodo di detenzione, sono riusciti a ottenere telefoni cellulari di contrabbando con cui non solo comunicano con i propri cari, ma condividono anche la loro vita quotidiana sul social network di proprietà della cinese ByteDance. Nei mesi scorsi qualche video è stato girato anche nel carcere di Sulmona dove, da ottobre a novembre, erano stati sequestrati una ventina di telefoni cellulari dietro le sbarre. La notizia è circolata solo in queste ore, dopo l’arresto dell’agente penitenziario, accusato di aver introdotto tre micro cellulari in carcere per i detenuti. Dall’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Sulmona è venuto fuori che la maggior parte delle volte i micro cellulari arrivavano tramite droni. Un modo per connettere la popolazione carceraria con la quotidianità. Un fenomeno più allarmante per il carcere peligno se si pensa che la criminalità organizzata potrebbe aver agito anche da remoto. D’altronde i video apparsi su Tik Tok, in un determinato arco temporale, rendono l’idea sulla massiccia circolazione di telefoni tra i reclusi. Intanto nelle prossime ore sarà trasferito in altro istituto penitenziario l’agente tratto in arresto in flagranza di reato. L’uomo si era difeso spiegando che quella detenzione era frutto di una dimenticanza e di un errore. Ma le sue giustificazioni non hanno convinto il giudice. L’inchiesta prosegue per cercare eventuali complici e scandagliare i rapporti che lo stesso avrebbe avuto con i detenuti, rapporti di fiducia per dirla con le parole del Gip.

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