
SULMONA. “Sostenere che la fine della consiliatura è dovuta ai personalismi è una spurodata menzogna perché, in realtà, ci sono state situazioni di conflitti d’interesse sfociate quasi in illeciti”. Con queste parole l’ex consigliera comunale, Teresa Nannarone, interviene nel dibattito politico, in vista delle elezioni amministrative del 25 e 26 maggio. Nannarone nel 2021 era stata eletta in maggioranza nell’amministrazione guidata dall’ex sindaco, Gianfranco Di Piero, dopo aver messo in piedi la coalizione di Liberamente Sulmona. Il 23 settembre 2023 era passata in minoranza, sancendo la fine di quel progetto. Poi lo scorso 30 dicembre la firma delle dimissioni assieme ad altri otto consiglieri che hanno staccato la spina all’amministrazione Di Piero. Per Nannarone il fallimento dell’esperienza amministrativa non ha a che fare con la ricerca delle poltrone come sostenuto dall’ex assessore comunale, Attilio D’Andrea, coordinatore provinciale del Movimento Cinque Stelle. Nannarone cita il bando della mensa scolastica, a cui “aveva partecipato il socio di studio dell’ex capogruppo Pd. Bando che stava per essere aggiudicato contra legem, tanto che è stato poi annullato su mia richiesta in consiglio comunale”. C’è poi il tema della caserma dei vigili del fuoco, la “con la costruzione su terreni privati con tanto di speculazione a seguire. Caserma che ora si farà sui terreni demaniali come era stato già osservato in consiglio comunale”- sottolinea Nannarone. “Che dire poi di Roncisvalle, la baracca trasformata in villa con soldi pubblici, bloccata solo dall’intervento della magistratura che ha sequestrato l’area. In tutte queste vicende è coinvolto il partito democratico, con la complicità delle altre forze politiche che hanno taciuto. Sul Cogesa se si fosse fatta subito operazione verità, perché non ci siamo candidati per occupare una poltrona, forse avremmo potuto evitare lo stato di crisi. Invece non è stata attivata nemmeno l’azione della responsabilità, sollecitata dalla Corte dei Conti”. Secondo l’ex consigliera comunale non si può parlare di attuazione di programma di mandato dal momento che l’ex vice sindaco in un anno ha proposto due libere e l’ex assessore ai lavori pubblici, “presa dalla Lega e sponsorizzata dal Pd”, appena quattro. “Il fatto che neghino l’evidenza è la dimostrazione dell’assoluta mancanza di volontà nel riconoscere errori e poi ripartire. Per fare questo ci vuole coraggio e onestà intellettuale, altri elementi che insieme alla politica sono mancati e continuano a mancare. Parlare di altro invece di conflitti interesse, doppiogiochismi, assenza visione e sistemazione per sé e ai propri familiari, lo trovo disgustoso”- conclude Nannarone, riferendosi all’ex assessore D’Andrea.



























