
Rissa aggravata in concorso. Con questa accusa il sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, Stefano Iafolla ha chiesto il processo per tre persone, un 55enne e un 49enne di Sulmona e una 75enne di Pratola Peligna che nel settembre 2020 erano venuti alle mani per una lite di vicinato. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli, ha fissato l’udienza a febbraio per decidere se le accuse sono solide per essere sostenute in giudizio. I fatti erano avvenuti a Pratola Peligna. Stando agli atti d’indagine i quattro (un anziano nel frattempo è deceduto) vicini di casa, aveva avuto una discussione accesa per l’installazione di una soglia e una ringhiera sul muretto posto a confine tra due fabbricati. Motivo del contendere anche l’abbattimento di un grosso vaso ornamentale. Prima le urla e le minacce reciproche e poi i quattro si erano azzuffati con spinte, calci e pugni, riportando tutti ferite ed escoriazioni refertate dal pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona. Sul posto erano intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile per i rilievi di rito e ricostruire quanto accaduto. Per la Procura, avendo avuto i protagonisti un ruolo attivo nella vicenda, più che una lite di vicinato si tratta di una rissa aggravata. Da qui l’imputazione con la richiesta di rinvio a giudizio. La faida familiare va avanti da almeno cinque anni tenendo conto che, a carico del 49enne, pendono due procedimenti penali al Tribunale di Sulmona e al giudice di pace. L’uomo è accusato di aver preso a morsi il suo vicino di casa, il 55enne, procurandogli lievi ferite ad un dito e di aver picchiato con una testata l’anziano padre del vicino, un 86enne che è deceduto qualche anno più tardi.









