
“Non è possibile riscontrare alcuna violazione di norme del codice della strada in capo all’indagato né, in generale, sono emersi indizi che inducano a ritenere che il sinistro sia stato anche solo parzialmente causato da una sua condotta imprudente, imperita o negligente”. Lo ha messo nero su bianco il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Alessandra De Marco, che ha scritto la parola fine sul tragico incidente in moto che costò la vita a Maurizio Tortola e Rossana Di Noia, i due giovani fidanzati di Isernia. Il gip ha disposto l’archiviazione per A.D.R., il 49enne di Campobasso indagato per omicidio stradale, accogliendo la richiesta del procuratore generale della Corte d’Appello dell’Aquila, Alberto Sgambati, che aveva avocato a sé le indagini dopo una prima richiesta di archiviazione presentata dal sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, Stefano Iafolla. Il grave incidente stradale si era verificato, il 4 luglio 2021, lungo la statale 83 Marsicana. L’automobilista era alla guida di un’Audi A4 che si era scontrata frontalmente con la moto Ducati, guidata da Tortora che viaggiava in direzione opposta. I due di 39 e 32 anni, a causa dei politraumi riportati, erano morti sul colpo come aveva accertato il medico legale, Ildo Polidoro, che aveva effettuato l’autopsia. Uno schianto, stando a quanto accertato da Polidoro, «a causa del quale la coppia era finita con contro la vettura che si era spostata sul lato destro della carreggiata, non riuscendo ad evitare i due motociclisti». “L’intero quadro probatorio induce a ritenere che il 39enne abbia invaso l’altrui corsia e che non sia riuscito a correggere la traiettoria del proprio motociclo perché procedeva ad una velocità eccessiva per lo stato dei luoghi”- scrive il giudice De Marco nell’ordinanza, ritenendo che “non sono emersi elementi indiziari sufficientemente idonei ad affermare la sussistenza del nesso causale tra la condotta di guida dell’indagato ed il sinistro stradale”. L’automobilista è stato quindi scagionato e il procedimento archiviato. Resta, ovviamente, la tragedia.









