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SULMONA – Non solo e non tanto crisi di maggioranza. Le ultime vicende segnano la “fine politica” dell’amministrazione comunale. A rimandarlo in una nota congiunta sono i consiglieri di minoranza di Palazzo San Francesco, all’indomani dell’uscita di scena da Liberi e Forte della consigliera, Caterina Di Rienzo. Un sindaco che si regge da solo, con il suo voto e che dovrebbe prendere atto della situazione, ovvero del mancato cambiamento nei modi e nei toni di fare politica, secondo l’opposizione che resta compatta. Anche il consigliere, Luigi Santilli, ha sottoscritto la nota dei colleghi di minoranza, nonostante le ipotesi circolate nei giorni scorsi su un possibile avvicendamento in maggioranza. Ipotesi che non hanno trovato riscontro. Di seguito la nota: “La recente decisione della consigliera dott.sa Di Rienzo di abbandonare il gruppo di Sulmona Libera e Forte e conseguentemente la maggioranza che amministra la città produce il fallimento dell’esperienza politico-amministrativa della coalizione guidata dal dott. Di Piero e che si era presentata alle elezioni come quella del cambiamento.
Lo sbandierato cambiamento ha ad oggi prodotto solo instabilità e indebolimento dell’azione amministrativa, frenata da continui dissidi interni. E se da un lato abbiamo assistito, qualche tempo fa, all’abbandono della capogruppo del Partito Democratico che, lasciata la forza politica di appartenenza si è trasferita armi e bagagli nel gruppo di Sulmona Libera e Forte, assumendo anche qui il ruolo di capogruppo (un vero record!), dall’altro è seguita la fuoriuscita del consigliere dott. Proietti, che ha abbandonato i banchi della maggioranza per passare alla opposizione.
Ora identico percorso fa la consigliera Di Rienzo, producendo pesanti, ingiustificati e volgari attacchi alla sua persona da parte del disperato Partito Democratico, la cui dirigenza non reagì con altrettanta veemenza allorquando fu il proprio capogruppo a salutare. Abbandono quello della consigliere Di Rienzo che segna la fine dell’esperienza politica dell’amministrazione Di Piero, postosi a capo di una coalizione spuria, che univa partiti di centrosinistra e movimenti civici, fino a persone lontane politicamente da detti partiti, che avevano creduto in un progetto diverso ed in un operare diverso che le avrebbe coinvolte (e non ci riferiamo solo agli eletti).
Questa amministrazione ad oggi ha prodotto pochissimo e la delusione e rassegnazione dei cittadini è palpabile. Al fallimento amministrativo segue un fallimento politico, con la anomalia, numeri alla mano, che il Sindaco finisce con il reggersi da solo, cioè con il suo voto in Consiglio comunale.
È un segno di palese instabilità che non giova all’azione di governo e della quale tutti debbono responsabilmente prendere atto”

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