
Uno schiacciamento del cranio è stata la causa della morte di Simone Gentile, il 45enne che ha perso la vita sabato scorso assieme al fratello Alessio di 41 anni sul territorio comunale di Isernia. A giungere a questa conclusione è stato il medico legale Massimiliano Guerriero che ha effettuato la prima delle due autopsie nell’obitorio dell’ospedale molisano. I primi accertamenti hanno escluso un malore del conducente, evidenziando una morte traumatica. Sono stati effettuati inoltre tutti i prelievi sulla salma, il cui esito arriverà tra sessanta giorni. Nelle prossime ore sarà ispezionata la salma di Alessio mentre la procura ha dato già il nulla osta per i funerali che saranno officiati nella chiesa di San Nicola a Castel del Giudice alle ore 20 del 22 maggio. Nella stessa chiesa sarà allestita la camera ardente. I familiari, per il tramite degli avvocati Alessandro e Vincenzo Margiotta, ha chiesto alla procura di indagare sulle cause dell’incidente, dando incarico per una super perizia. I familiari vogliono capire cosa sia accaduto negli istanti precedenti all’uscita di strada dell’Audi Q3 sulla quale viaggiavano i due fratelli, nella zona artigianale di Isernia.
La super perizia servirà ad analizzare le condizioni dell’asfalto, la velocità del suv e l’eventuale presenza di anomalie meccaniche che possano aver contribuito al ribaltamento del mezzo.
Secondo una prima ricostruzione, l’auto avrebbe perso aderenza finendo violentemente fuori carreggiata prima di ribaltarsi. Uno dei due fratelli sarebbe morto sul colpo, mentre l’altro avrebbe perso la vita durante il trasferimento in ospedale, nonostante i tentativi disperati dei sanitari di salvargli la vita. La notizia ha sconvolto la comunità di Sulmona dove Alessio aveva un’abitazione e uno studio professionale e dove aveva trascorso molti anni della sua vita ma anche Castel di Giudice, il piccolo centro dell’alto Molise dove Simone e Alessio vivevano da oltre dieci anni e dove erano diventati un punto di riferimento per la comunità locale. I due erano nipoti del sindaco Lino Gentile e rappresentavano, per molti, il simbolo di quel percorso di rinascita economica e sociale costruito negli anni attorno alla valorizzazione del territorio, dell’ambiente e delle produzioni agricole. Simone Gentile lavorava come apicoltore nell’azienda Melise, progetto nato per recuperare terreni abbandonati e rilanciare un’agricoltura di qualità legata alle tradizioni locali. Lascia la moglie e due figli. Alessio, commercialista, collaborava invece a numerose iniziative connesse allo sviluppo territoriale e alla crescita delle attività del comprensorio.


































