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SAN BENEDETTO IN PERILLIS. Sarebbero stati i fuochi d’artificio per la festa patronale ad innescare l’incendio alla pineta di San Benedetto in Perillis, lo scorso 6 giugno. Lo hanno stabilito i carabinieri forestali, che si stanno occupando delle indagini, i quali hanno denunciato alla procura della repubblica dell’Aquila un 70enne di Pratola Peligna, per incendio colposo. I militari hanno inoltre sequestrato i candelotti utilizzati per i fuochi d’artificio. L’uomo, difeso dall’avvocato, Alessandro Margiotta, ha respinto le accuse, sostenendo che si era recato nel piccolo centro aquilano alle ore 12, cinque ore prima dello scoppio dell’incendio. Il rogo aveva mandato letteralmente in fumo 2.500 mq di pineta. Le fiamme erano state spente prima di sera da squadre dei vigili del fuoco e volontari. Il sostituto procuratore dell’Aquila, Marco Maria Cellini, si era recato sul posto per un sopralluogo e per coordinare l’attività d’indagine, effettuata dai carabinieri del Nucleo “Parco” di Cansano e della Stazione di Navelli. “Le elevate
temperature favoriscono il diffondersi delle fiamme, che talvolta perdurano per giorni, distruggendo interi boschi, anche in aree di pregio. Non solo vandalismo e attività criminale, ma anche il mancato rispetto delle regole, che lo stesso buon senso dovrebbe richiamare, ogni anno riducono in cenere migliaia e migliaia di ettari ricoperti da vegetazione”- scrivono i carabinieri forestali che richiamano tutti ad una “stretta osservanza delle disposizioni per la prevenzione degli incendi e ricordano che il codice penale sancisce, per il reato di incendio boschivo colposo, la pena della reclusione da due a cinque anni, che si aggiunge alle sanzioni pecuniarie amministrative”

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