
SULMONA. Il medico gli sposta la visita e il paziente si scaglia contro un’infermiera. Ancora alta tensione all’interno dell’ospedale di Sulmona dove il clima resta incandescente. L’ennesimo episodio di aggressione, nei confronti degli operatori sanitari, risale alla giornata di ieri quando un’infermiera del reparto di diabetologia ha dovuto fare i conti con le intemperanze di un utente. Alla base della discussione c’è la prestazione ambulatoriale. Il paziente si è recato in ambulatorio lamentando il fatto che il medico gli aveva procrastinato l’appuntamento, nonostante avesse bisogno di cure tempestive. Dopo alcuni minuti di battibecco, il paziente avrebbe inveito contro l’infermiera, costringendo la stessa a chiamare in causa i colleghi del pronto soccorso. La donna, colta da un malore e da un forte stato d’ansia, con conseguenze inevitabili anche sui valori pressori, è stata refertata e nei prossimi giorni valuterà il da farsi. Solo la scorsa domenica una dottoressa del pronto soccorso era stata minacciata dal familiare di un’anziana, poi deceduta, per la mancata applicazione del sondino. “Ti salvi solo perché sei donna altrimenti già stavi in coma” si era sentita dire la dottoressa, una di quelle reclutate con contratto di collaborazione individuale. Un’aggressione che aveva portato, il giorno successivo, alla visita istituzionale del direttore generale della Asl 1, Paolo Costanzi, il quale aveva annuncia l’introduzione della guardia armata negli ospedali. “Mi impegnerò per ripristinare il posto fisso di polizia ma ciò dipende anche dalla disponibilità delle forze dell’ordine e del Questore con cui mi confronterò. Comunque stiamo provvedendo per dotare i presidi di guardia armata”- ha annunciato il direttore generale dell’azienda che, per evitare ulteriori tensioni, si sta muovendo anche per rafforzare gli organici con concorsi a tempo determinato più lunghi. I contratti avranno una durata di tre anni anziché di sei mesi con la speranza di intercettare professionisti della sanità. Il clima di tensione è diventato palpabile anche sui social dove decine di utenti hanno riempito di insulti gli operatori sanitari, superando di gran lunga il confine del diritto di critica. Non a caso il personale sanitario del pronto soccorso è passato alla controffensivo con la predisposizione di una denuncia in Procura per tutti i “leoni da tastiera”. “Con serenità e spirito costruttivo ribadiamo che ogni episodio di violenza, fisica o verbale, non colpisce solo la singola persona, ma tutto il reparto e l’intero sistema di cura”- si legge in una nota diffusa dal personale del pronto soccorso che non chiede applausi ma rispetto.









