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SULMONA – All’appello mancava solo lui, l’ultimo dei positivi, che per oltre due mesi è stato costretto a rimanere in isolamento domiciliare dovendo lottare con il virus e con l’odissea dei tamponi. Ne ha fatti undici e solo lo scorso lunedì la telefonata della Asl lo ha liberato da incubo che sembrava non avere mai fine. Anche il sulmonese di mezza età, che era rimasto nella lista dei pazienti Covid in attesa di negativizzazione, è guarito dal virus e può tornare alla vita di sempre. Finalmente. E’ proprio il caso di dirlo. Il percorso di guarigione è stato lungo e delicato perché l’esito dei tamponi rimetteva, ogni volta, tutto in discussione. La doppia risultanza negativa non veniva mai fuori ma solo un’alternanza di positività e negatività che ha protratto la convalescenza per oltre due mesi. “Tutto bene mi sono liberato”- avrebbe confidato l’uomo ai suoi amici per scaricare la tensione che dura dall’inizio dell’emergenza Covid. Con l’ultimo paziente guarito si chiude una fase delicata per Sulmona e la Valle Peligna che tornano ad essere un territorio Covid free, dove cioè non solo non si registrano casi di positività da oltre due mesi ma non si contano più pazienti Covid né negli ospedali né in isolamento domiciliare. Ad onor del vero, la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, conteggia ancora una persona in isolamento ma si tratta del “falso positivo” balzato alle cronache nelle scorse settimane, ovvero il 70 enne sulmonese in attesa di intervento che non ha contratto il virus come è stato accertato dal primo tampone ripetuto nel giro di 24 ore. Per questo si può ufficialmente dire che in zona non ci sono più pazienti Covid che devono negativizzare ma occhio a non abbassare la guardia. In sorveglianza attiva ci sono ancora undici persone che vengono monitorate dall’azienda o perché entrare in contatto con un caso confermato o perché hanno comunicato il rientro in città da dentro o fuori regione. Sono 63 i casi Covid accertati dall’inizio dell’emergenza in Valle Peligna. 59 persone sono guarite mentre sono i tre decessi accertati anche se, per la causa della morte, si deve sempre pronunciare l’Istituto Superiore della Sanità. Quota zero negli ospedali e anche in isolamento domiciliare anche se, formalmente, il “falso positivo” risulta ancora nell’elenco dei monitorati. Si chiude una fase ma se ne apre un’altra ancor più delicata, quella della ripartenza e del rispetto delle regole.

Andrea D’Aurelio

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