
MEDIORIENTE – Ormai è guerra aperta in M. Oriente. Da una parte Israele con un esercito ben addestrato e strumenti bellici all’avanguardia, dall‘altra parte la Palestina ed Hamas. Ma accanto ai due contendenti si stanno raggruppando altri paesi e, purtroppo , non solo mediorientali. Il conflitto si allarga e si complica sempre più,
Occorre analizzare le radici del conflitto, spiegare la natura di Hamas e le mappa l’attuale, complessa rete di alleanze e Stati coinvolti nella guerra allargata in Medio Oriente.
Abbiamo fatto una ricerca documentale in proposito ed ecco i risultati.
La Polveriera Mediorientale: Le Radici del Conflitto tra Israele e Hamas e l’Ombra di una Guerra Regionale
GERUSALEMME – Il Medio Oriente si trova ad affrontare una delle crisi più profonde e violente della sua storia recente. Quello che è iniziato come lo scontro frontale tra lo Stato di Israele e la fazione islamista di Hamas, nata dall’attacco senza precedenti del 7 ottobre 2023, si è progressivamente trasformato in un conflitto multilivello. Per comprendere la drammaticità di questa guerra, è necessario scavarne le radici storiche, decodificare gli attori in campo e mappare un’escalation che ha ormai superato i confini della Striscia di Gaza.
Le Radici del Problema: Perché si è Arrivati alla Guerra?
Il conflitto attuale non nasce dal nulla, ma è il culmine di decenni di tensioni irrisolte legate alla complessa questione israelo – palestinese. I fattori chiave che hanno preparato il terreno per l’esplosione delle ostilità sono principalmente quattro:
- Lo status di Gaza e il blocco economico: Dopo il ritiro delle truppe e dei coloni israeliani dalla Striscia di Gaza nel 2005, e la successiva presa di potere di Hamas nel 2007, Israele (con la collaborazione dell’Egitto) ha imposto un rigido blocco terrestre, aereo e marittimo sulla Striscia. Questo blocco, giustificato da Israele con motivi di sicurezza, ha nel tempo devastato l’economia locale, creando condizioni di vita critiche e tassi di disoccupazione record tra i due milioni di residenti. Povertà assoluta.
- Il collasso del processo di pace: Da anni gli Accordi di Oslo degli anni ’90 – che avrebbero dovuto portare alla soluzione “due popoli, due Stati” – sono di fatto lettera morta. La mancanza di una prospettiva politica reale per la nascita di uno Stato palestinese indipendente ha alimentato la disperazione e il radicalismo.
- L’espansione degli insediamenti in Cisgiordania: La continua costruzione di colonie israeliane nei territori occupati della Cisgiordania e a Gerusalemme Est ha frammentato il territorio palestinese, aumentando gli attriti quotidiani e gli scontri violenti tra coloni, civili palestinesi ed esercito israeliano.
- Le tensioni sui luoghi santi: Gerusalemme, e in particolare la Spianata delle Moschee (il Monte del Tempio per gli ebrei), rimane il cuore pulsante e identitario del conflitto. I ricorrenti scontri e le tensioni presso la moschea di Al-Aqsa sono stati spesso la miccia emotiva e politica per l’inizio dei lanci di razzi.
Che Cos’è Hamas?
Fondata nel 1987 dal leader religioso Sheikh Ahmed Yassin durante la primaIntifada(la rivolta palestinese), Hamas (acronimo diHarakat al-Muqawama al-Islamiyya, ovvero Movimento Islamico di Resistenza) è un’organizzazione palestinese nazionalista e islamista.
L’organizzazione si divide principalmente in due anime: un’ala politica/sociale (che gestisce ospedali, scuole e welfare, e che ha vinto le elezioni legislative palestinesi nel 2006) e un’ala militare, le Brigate Ezzedin al-Qassam, responsabili di attacchi suicidi, lanci di razzi e incursioni.
Lo statuto e la posizione internazionale: Nel suo statuto fondativo del 1988, Hamas invocava la distruzione dello Stato di Israele per sostituirlo con uno Stato islamico. Sebbene nel 2017 abbia parzialmente moderato i toni accettando l’idea di uno Stato palestinese entro i confini del 1967 (pur non riconoscendo formalmente Israele), l’organizzazione è classificata come gruppo terroristico da Israele, Stati Uniti, Unione Europea e altri Paesi.
Hamas si contrappone storicamente ad Al-Fatah, la fazione moderata e laica che controlla l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) in Cisgiordania, considerata da Hamas troppo incline al compromesso con Israele.
Gli Altri Stati e Attori Coinvolti nella Guerra
Il conflitto non è rimasto confinato a Israele e Gaza. La forte polarizzazione geopolitica ha trascinato nella spirale bellica numerosi attori regionali e superpotenze globali, configurando una vera e propria guerra per procura che ha visto anche scontri diretti.
Il Fronte Anti-Israeliano (“L’Asse della Resistenza”)
Hamas fa parte di una rete di alleati politici e militari finanziati, addestrati e logisticamente sostenuti dall’Iran. Questo asse comprende:
- Iran: La Repubblica Islamica è il principale rivale strategico di Israele nella regione. Le tensioni sono sfociate in una drammatica escalation militare diretta (come i pesanti scambi di raid aerei e missilistici che hanno segnato i primi mesi del 2026), portando il Medio Oriente sull’orlo di una guerra totale.
- Hezbollah (Libano): Il potente movimento sciita libanese, dotato di un arsenale di oltre 100.000 razzi, ha aperto fin da subito un fronte nord contro Israele, portando a durissimi scontri di confine e a una successiva campagna militare che ha devastato il Libano meridionale.
- Houthi (Yemen): Il movimento ribelle yemenita ha partecipato attivamente lanciando missili a lungo raggio contro il territorio israeliano e, soprattutto, attaccando le navi commerciali occidentali e israeliane nel Mar Rosso, destabilizzando le rotte del commercio globale.
- Milizie in Iraq e Siria: Gruppi paramilitari sciiti (come le Forze di Mobilitazione Popolare) hanno condotto attacchi regolari contro basi militari statunitensi nella regione e verso obiettivi israeliani.
Il Fronte a Sostegno di Israele
- Stati Uniti: Washington è il più solido alleato di Israele. Oltre a garantire miliardi di dollari in aiuti militari e copertura diplomatica al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, le forze statunitensi sono intervenute direttamente nella regione (inclusa la partecipazione attiva a operazioni strategiche contro l’Iran nel febbraio 2026) per intercettare i droni e i missili lanciati dall’Asse della Resistenza.
I Paesi Arabi Moderati e i Mediatori
- Egitto e Giordania: Stati confinanti storicamente legati da trattati di pace con Israele. Si trovano in una posizione delicatissima: subiscono la pressione delle proprie opinioni pubbliche fortemente filo-palestinesi e temono un afflusso massiccio di profughi che destabilizzerebbe i loro territori, pur mantenendo aperti i canali di comunicazione di sicurezza con l’intelligence israeliana.
- Qatar, Pakistan e Nazioni Unite: Svolgono il ruolo fondamentale di mediatori diplomatici. Il Qatar e altri Stati della regione (come il Pakistan nei recenti negoziati del 2026) sono stati i principali hub per le trattative sotterranee finalizzate allo scambio di ostaggi, prigionieri e alla discussione di fragili accordi di cessate il fuoco e gestione umanitaria della Striscia di Gaza.
La complessità del quadro dimostra che la pace in Medio Oriente non passa solo per un accordo territoriale tra israeliani e palestinesi, ma richiede una distensione geopolitica globale che disinneschi la rivalità strategica tra le grandi potenze dell’area.




























