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PESCARA. Il Ministero della Cultura e Soprintendenza non possono negare accesso agli atti sulla autenticità del Guerriero di Capestrano, statua simbolo della Regione Abruzzo. Lo ha deciso il Tar Abruzzo che ha accolto il ricorso di Alessio Consorte, curato dall’avvocato, Luca Presutti del foro di Sulmona, presentato contro il Ministero della Cultura, che aveva negato l’accesso agli esami condotti al fine di verificare la datazione del Guerriero di Capestrano, del torso femminile e delle Stele Italiche. Il TAR Pescara ha condannato il Ministero ad esibire gli esami XRF poiché Consorte svolge attività di divulgatore scientifico, foto e video reporter, giornalista, ed è impegnato in un’indagine volta a verificare l’autenticità e veridicità del manufatto rappresentante il c.d. Guerriero di Capestrano. Secondo il TAR, infatti, il giornalista vanta un interesse diretto, concreto e attuale all’analisi del richiesto esame XRF sui menzionati reperti, con ben correlato nesso di strumentalità tra l’interesse e l’oggetto dell’accesso. L’indagine di Consorte, quindi, è tutt’altro che volta a meri intenti esplorativi o di controllo generalizzato dell’attività dell’Amministrazione, come sostenuto dal Ministero, che adesso dovrà esibire gli esami di datazione dei famosi reperti.

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