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L’AQUILA – Il Covid un effetto positivo lo ha avuto: quello di ridimensionare il sovraffollamento nei carceri in quanto, da febbraio scorso, si è fatto ricorso prevalentemente agli arresti domiciliari per prevenire al meglio contagi e focolai di epidemia all’interno dei penitenziari che, è noto, molti peccano di sovraffollamento.

L’Associazione Antigone, infatti, ha redatto un rapporto sulle carceri dal quale emerge che sulle otto case circondariali abruzzesi, al 31 gennaio vi erano 2091 detenuti su una capienza di 1665 posti. Al 31 luglio i detenuti sono scesi a 1742.

A marzo, in molte carceri italiane si sono registrate sommosse, stroncate a fatica, e anche con detenuti fuggiti e poi nuovamente arrestati. I casi totali di detenuti positivi al Covid-19 fino al 7 luglio sono stati 287, con un picco massimo nella stessa giornata di 161. Sono morti per covid 4 detenuti, 2 agenti di polizia e due medici penitenziari. Secondo Antigone, si tratta di “un numero contenuto, ma da non sottovalutare: in rapporto al totale della popolazione detenuta è infatti superiore, sebbene di poco, al tasso di contagio nel resto del Paese”.

Resta il sovraffollamento, ma in diminuzione, nel carcere di Sulmona: 396 detenuti per 328 posti regolamentari. Ma a gennaio i detenuti erano molti di più e molto più stretti: 432 in una situazione ai limiti della sostenibilità.

Si spiega nel rapporto: “Per evitare il rischio che le carceri possano trasformarsi nelle nuove Rsa e che a settembre diventino nuovi focolai bisogna andare avanti con politiche dirette a ridurre la popolazione detenuta”. In particolare, per assicurare il distanziamento fisico, la soluzione proposta da Antigone sta nel ricorso alle “misure alternative”: nel dossier si osserva che vi sono oltre 13mila persone detenute che per preclusioni di varia natura permangono in carcere nonostante un residuo pena basso.

Le carceri aquilane si sono distinte per il rigore adottato nella prevenzione anti covid e per il puntuale e preciso ottemperamento del relativo protocollo”.

Ad affermarlo è Mauro Nardella, componente della segreteria regionale della UIL Pubblica Amministrazione e della CST Adriatica Gran Sasso.

“Proprio pochi giorni fa in un istituto della provincia aquilana, dopo la riapertura ai colloqui con i familiari avvenuta nelle settimane scorse, è stata identificata una donna con febbre alta proveniente da una regione del Sud. Merito dell’oculata opera del personale sanitario e di polizia penitenziaria.
Il protocollo attuato nel pieno delle direttive ha permesso di bloccarne l’ingresso e di segnalarne prontamente il caso agli organi competenti”

“Ha funzionato e molto bene l’introduzione della figura dell’OSS nei penitenziari italiani, autentiche barrier, insieme ai sanitari, all’ingresso di personale potenzialmente infetto”.

Un macchinario per processare i tamponi anche all’ospedale di Sulmona: questa la proposta di Nardella per agevolare anche i controlli nel carcere peligno. “Questo stato di cose non permette anche al carcere di poter avere un presidio prontamente disponibile per capire se una persona è positiva o meno”.

Intanto sarà festeggiato il Ferragosto anche nei penitenziari abruzzesi. In contemporanea nelle carceri di L’Aquila, Sulmona, Chieti e Pescara l’iniziativa “La Cocomerata Solidale” promossa dal Garante dei detenuti della regione Abruzzo in collaborazione con l’Associazione Roccaraso Futura e l’Associazione L’Isola Solidale. Saranno oltre 300 le angurie che verranno distribuite per offrire anche a chi sta in carcere un giorno di Ferragosto diverso.

“Un Ferragosto diverso con la Cocomerata solidale – dichiara il Garante dei Detenuti della Regione Abruzzo – per portare nelle carceri abruzzesi una ventata di speranza e di solidarietà. Stiamo costruendo in Abruzzo una rete di associazioni impegnate nel mondo carcerario per essere sempre più presenti e vicini a chi è in difficoltà. Questa iniziativa – spiegano congiuntamente il presidente di Roccaraso Futura e dell’Isola Solidale – fa parte di un percorso che abbiamo iniziato con il Garanate regionale abruzzese con il lancio del numero verde «Oltre il carcere». Anche a Ferragosto abbiamo voluto dare un segno di presenza e vicinanza a chi si trova in stato di detenzione perchè siamo convinti che occorra puntare sull’integrazione e la riabilitazione”.

Dopo l’emergenza Covid 19 che ha colpito duramente tutto il mondo del carcere questa iniziativa rappresenta un nuovo impegno dell’associazionismo nel mondo del carcere abruzzese con uno spirito solidale e inclusivo

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