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SULMONA – Pronti, a puz, via. La corsa. Proviamo a chiudere gli occhi e ad immaginare la scena. La piazza piena di gente, il cuore che batte, il fiato sospeso e la pelle d’oca, lo sguardo a scrutare la Vergine che cerca il Figlio risorto e lo vede. Inizia la corsa. Cade il manto nero per il verde della speranza. E poi il volo dei colombi, lo sparo dei mortaretti, l’applauso della folla festante. L’abbraccio liberatorio dei confratelli lauretani sancisce il buon andamento della corsa dalla quale si possono trarre buoni auspici per il raccolto rurale. E’ come un film. Una scena già vista, vissuta fino alla fine, in quella centralissima piazza che probabilmente anche quest’anno sarà deserta. Il nuovo Dpcm del governo Draghi blocca per il secondo anno consecutivo i riti secolari e rimette a serio rischio la tradizione sulmonese. Un colpo non solo per il rituale ma anche per l’identità di un popolo. Quest’anno, rispetto alla prima ondata della pandemia, c’è la possibilità di svolgere le funzioni religiose in presenza, fermo restando tutte le misure anti contagio. Ma è facile che per la Processione del Cristo Morto e per la Sacra Rappresentazione della Madonna che scappa in piazza si dovrà ricorrere alle immagini d’archivio. La corsa della Vergine potrebbe avvenire però, come lo scorso anno, all’interno della Chiesa di Santa Maria della Tomba. “Al momento non abbiamo ricevuto alcuna indicazione in merito né possiamo sbilanciarci. Nei prossimi giorni avremo un incontro con il vescovo. Certo al momento gli elementi sono chiari”- spiegano dal sodalizio lauretano. In tanti stanno già riproponendo la proposta di far scappare la Madonna nella piazza chiusa ma il decreto ministeriali lascia pochissimi margini. Al momento tutto lascia pensare ad un’altra corsa per la Pasqua, ovvero la corsa che va avanti da un anno per il ritorno alla normalità e la corsa dentro la Chiesa, come avveniva un tempo, pur di salvare la tradizione anche se il danno economico si aggirerebbe intorno ai 4 milioni di euro, come confermano recenti studi.
Andrea D’Aurelio

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