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SULMONA – L’impianto di biosmosi non dava segni di vita come pure il serbatoio della struttura ospedaliera presentava criticità. Così, dopo aver atteso più di tre ore, i pazienti della dialisi del nosocomio cittadino sono stati dirottati a Castel Di Sangro. L’episodio, che ha dell’incredibile, si è verificato l’altro giorno nel locale presidio ospedaliero. A farne le spese sono stati i dializzati che dovevano effettuare la prestazione sanitaria. Come spiegato da questa testata, l’impianto che eroga acqua ultrapura, necessaria per l’erogazione del servizio, ha dato segnali di malfunzionamento nell’ultimo periodo, tanto da far scattare in loco interventi tecnici a cadenza settimanale. Un disservizio notevole per l’utenza, soprattutto per quella fragile, che ieri ha superato ogni limite. Onde evitare di saltare la terapia, visti i tempi lunghi di ripristino dell’impianto, il responsabile del reparto unitamente alla Direzione Sanitaria, hanno dirottato gli infermieri in forza a Sulmona nel presidio ospedaliero di Castel Di Sangro per l’erogazione del servizio. Una “spola” necessaria che si è resa possibile grazie alla disponibilità degli operatori sanitari e alla grande pazienza degli utenti, anche quelli più fragili. Tuttavia la problematica ha fatto scattare le rimostranze del caso, dal momento che la problematica era stata già segnalata ai vertici aziendali che, solo nella giornata di ieri, hanno dato seguito alle istanze. Con deliberazione del Direttore Generale Asl sono state stanziate le somme necessarie per la definitiva riparazione dell’impianto arrivato al “capolinea”, dopo 26 lunghissimi anni di attività. Ora si spera che alla firma segua il rapido e tempestivo intervento. D’altronde l’azienda sanitaria era stata già sollecitata dal Tribunale per i diritti del Malato che, per il tramite della coordinatrice Catia Puglielli, aveva raccolto i disagi dell’utenza. “Non è la prima volta che il servizio subisce degli arresti a causa di anomalie ai macchinari. Purtroppo non ce lo possiamo permettere, i malati non se lo possono permettere, ed è necessario quindi un tempestivo piano di investimenti per il potenziamento dei servizi”- conclude Puglielli.

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