
Quella che doveva essere una domenica di relax si è trasformata in un incubo per sette persone, tutte dai 41 agli 80 anni, che sono finite nel pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona, ieri sera, dopo un’intossicazione alimentare. La comitiva, composta da circa venti persone residenti tra Sulmona, Campo di Giove, Napoli e Afragola, si era recata in una struttura che si trova tra Cansano e Campo di Giove per il pranzo domenicale. A distanza di poche ore, per sette di loro sono comparsi i sintomi riconducibili ad una intossicazione alimentare: vomito e diarrea. Necessario il trasferimento al presidio ospedaliero. I sette, alcuni trasportati in ambulanza, sono stati tenuti sotto osservazione per tutta la notte e solo questa mattina i medici dell’ospedale dell’Annunziata hanno firmato le dimissioni. Solo un’anziana, a titolo precauzionale, dovrà sottoporsi ad ulteriori accertamenti. “Abbiamo mangiato quasi tutti ravioli con ricotta e funghi porcini”- hanno riferito i sette ai sanitari. Immediata la trasmissione dei referti al competente servizio di igiene alimentare delle Asl 1 che avvierà l’indagine chiamato a ricostruire la filiera degli alimenti per accertare l’eventuale fattore che ha scatenato l’intossicazione. L’ipotesi più accreditata, secondo i sanitari, è che una conservazione non attenta del cibo abbia scatenato il batterio della salmonella. “La salmonella è un batterio molto comune. I prodotti mal conservati, nella loro sensibilità, stando alle alte temperature, si sviluppa automaticamente il virus almeno in alcuni alimenti”- spiegano dalla Asl diretta dal neo manager, Paolo Costanzi. Tuttavia si dovrà andare a fondo con le dovute analisi per accertamenti più approfonditi. Lo scopo è ricostruire la catena di consumo degli alimenti serviti a tavola e individuare con precisione le cause dell’intossicazione. L’episodio, che per fortuna non ha avuto conseguenze gravi, mette in evidenza quanto sia importante rispettare le regole di igiene e conservazione degli alimenti, specialmente nei contesti informali dove si tende a sottovalutare i rischi. Lo scorso settembre, tra Sulmona e Pettorano sul Gizio, si erano verificate altre tre intossicazioni alimentari più o meno con le stesse sintomatologie









