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SULMONA – In prova ai servizi sociali recupera il rapper evaso assieme alla Polizia. La vicenda che vede protagonista S.C., giovane 31 enne residente a Pratola Peligna che oggi termina l’espiazione della sua pena di due anni, dimostra che la riabilitazione sociale funziona se vissuta con un nuovo approccio culturale. Il giovane si è reso protagonista la scorsa domenica di un rocambolesco recupero dopo l’evasione dall’ospedale del 22 enne di Cremona, M.A, che era stato arrestato la sera prima dalla Polizia per resistenza a pubblico ufficiale. “Ho risposto alla richiesta delle forze dell’ordine che stavano effettuando delle ricerche nei pressi dell’abitazione dei miei genitori a Pettorano sul Gizio”- racconta il giovane- “da lì ho preso la macchina e ho cominciato a cercarlo personalmente”. Il 31 enne era stato affidato ai servizi sociali, dopo un periodo di arresti domiciliari, per scontare la pena di due anni per la sentenza passata in giudicato relativa a un pestaggio di qualche anno fa nel corso del quale la vittima riportò una prognosi superiore ai 40 giorni. L’affidamento in prova può funzionare e il caso del giovane ne è un esempio lampante. “Sono davvero contento di aver avuto la possibilità di rendermi utile per la sicurezza della zona”- ha commentato il 31 enne che ha concluso il suo percorso. Nei giorni scorsi si era parlato dell’affidamento in prova tradito nonché della traduzione in carcere di un altro 31 enne, L.B., che era stato posto ai domiciliari dopo un pomeriggio di raptus, violenza e minaccia ai militari. Questa invece è un’altra storia che vale la pena, almeno per noi, raccontare.
Andrea D’Aurelio

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