
SULMONA. È una storia di dolore, speranza e rinascita quella che una donna di circa 50 anni ha deciso di raccontare. Una storia che parla di una sofferenza profonda, vissuta in silenzio per anni, e di un ritorno alla vita reso possibile grazie alla dedizione e all’umanità dei professionisti dell’ospedale di Sulmona. Per lungo tempo la donna ha convissuto con una fistola vescico-vaginale, una condizione devastante che causava la perdita continua e incontrollata di urina. Una sofferenza fisica, ma anche morale: “Ogni giorno perdevo un pezzo della mia dignità. Mi sentivo spezzata dentro, non ero più io. Credevo davvero che la mia vita fosse finita”, racconta. Il suo corpo portava i segni di anni di battaglie contro diverse patologie tumorali: due cicli di radioterapia, cinque interventi addominali, aderenze diffuse agli organi interni. Un quadro clinico che sembrava chiudere qualsiasi porta alla possibilità di un nuovo intervento. E con essa, a poco a poco, si chiudeva anche la speranza. Poi, un giorno, quasi per caso, tutto è cambiato. Recatasi all’ambulatorio ginecologico di Sulmona per un problema improvviso, la donna è stata accolta da Cosma Cosenza, primario di ginecologia e ostetricia. “In quello sguardo, in quelle parole, ho visto qualcosa che non provavo da tempo: fiducia. Forse, per la prima volta, qualcuno stava davvero ascoltando la mia sofferenza.” Cosenza e la sua equipe non si sono fermati davanti alla complessità del caso. Hanno studiato, valutato, programmato con attenzione, coinvolgendo anche Giovanni Di Federico, responsabile di urologia e Annamaria De Santis, primario di anestesia e rianimazione, formando un team unito da un’unica determinazione: restituire a quella donna ciò che la malattia le aveva tolto. Dopo il delicato intervento chirurgico la donna era stata ricoverata per settimane in rianimazione fino a quando è stata dichiarata fuori pericolo dai medici. Una fine di incubo che mette in evidenza la buona sanità che opera con professionalità e sinergia, per dirla con le parole della donna che è tornata a vivere.










