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SULMONA – Due anni di reclusione e risarcimento ai familiari della vittima. E’ questa la pena comminata per A.C., 45 enne romeno, che il 5 ottobre 2015 provocò l’incidente mortale sulla statale 17, che costò la vita all’insegnante sulmonese, Maria Luisa Esposito. La docente si stava immettendo con la sua auto sulla SS17 quando un Alfa Romeo, al cui interno c’erano tre rumeni tra cui l’imputato conducente, gli è piombato addosso come un proiettile. All’arrivo dei soccorsi la scena straziante: lamiere accartocciate e l’auto della donna letteralmente tagliata in due. Per la 54 enne, molto nota a Sulmona, non c’è stato nulla da fare: il suo cuore si è fermato pochi istanti dopo l’arrivo al pronto soccorso dell’ospedale. I periti e tutti i consulenti tecnici si sono trovati d’accordo nell’affermare che se l’auto condotta dal 45 enne avesse viaggiato entro i limiti di velocità, che in quel tratto di strada sono di 70 km/h, sarebbe stato possibile frenare in tempo ed evitare lo schiato mortale con la Volkswagen guidata dall’insegnante. Per il romeno è arrivata la condanna a due anni di reclusione oltre al risarcimento del danno alla parte civile, rappresentata in giudizio dall’avvocato Vincenzo Colaiacovo, che dovrà essere liquidato in separata sede. E’ stata invece assolta la Dirigenze Anas, Simona Cicconi, per insufficienza delle risultanze probatorie. Pubblichiamo anche la precisazione dell’avvocato dell’imputato; Egregio Direttore
quale difensore di A.C. citato nell’articolo in oggetto sono a fare una doverosa precisazione circa il contenuto del post che, pur essendo molto particolareggiato, non menziona affatto il rilevante concorso di colpa della vittima nella causazione del sinistro in quanto la stessa non si era arrestata allo stop come emerge dal capo di imputazione e come dichiarato dal consulente del Pubblico Ministero ..
Come Lei ben sa, anche il riconoscimento di una minima percentuale di concorso nella causazione di un sinistro mortale purtroppo comporta la condanna. Tuttavia non è corretto in questo caso dire che il Croitoru, provocò l’ incidente mortale posto che il PM ha contestato l’apporto causale di entrambi i conducenti. Preciso altresì che nel giudizio non è mai stata espletata una perizia se non quella autoptica .
La precisazione si rende necessaria , poichè pur avendo Lei riportato solo le iniziali del mio assistito data la evidente riconoscibilità dei soggetti nella piccola realtà cittadina, è importante tutelarne in questo senso la reputazione , in quanto dalla lettura dell’articolo e del titolo sembrerebbe che il mio assistito abbia provocato un incidente mortale a causa della propria velocità di guida.
Vi invito a voler pubblicare la precisazione e colgo l’occasione per salutare cordialmente .
avv.Maria Romilda Ratiglia

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