
Deve rispondere dell’accusa di peculato G.P., una 60enne di Sulmona, rinviata a giudizio davanti al collegio del Tribunale di Sulmona. Secondo l’accusa la donna, in qualità di amministratore di sostegno e quindi di pubblico ufficiale nominato dal Tribunale, avrebbe intascato i risparmi della sua assistita dopo il decesso di quest’ultima. I fatti risalgono al 2023, dopo la morte di un’anziana di Roccacasale ricoverata in una casa di riposo. L’imputata, come amministratore di sostegno, continuava a gestire il conto corrente della sua assistita e, secondo gli atti d’indagine, si sarebbe appropriata del denaro altri di cui aveva la disponibilità per ragioni di ufficio. Nello specifico l’istituto di credito in cui era acceso il conto corrente aveva monitorato prelievi anomali per un importo complessivo di circa 40 mila euro. Era stata proprio la banca a segnalare i movimenti sospetti alla sede centrale che, a sua volta, aveva informato la guardia di finanza di Sulmona. Le fiamme gialle avevano quindi acceso un faro sulla vicenda, ritenendo che la donna avrebbe approfittato della propria funzione per intascare la somma. Inizialmente erano finiti sotto indagine anche la figlia e l’ex genero dell’anziana, ritenuti concessionari di quei soldi di provenienza delittuosa. Tuttavia non era emersa alcuna prova al riguardo. Per questo i due erano usciti indenni dell’udienza preliminari. Per l’amministratore di sostegno il gup del Tribunale di Sulmona ha deciso per il giudizio che comincerà il prossimo 25 marzo. L’imputata, difesa dall’avvocato Giuseppe Giammarco, è pronta a respingere le accuse, sostenendo di aver utilizzato le somme del conto corrente per provvedere alle spese.









