
Una discarica a cielo aperto spuntata tra campi, strade secondarie e corsi d’acqua. Sacchi di immondizia, materiali edili, resti di amianto, plastica, ferro, legno, scarti vegetali e rifiuti urbani accatastati senza alcun riguardo per l’ambiente e la salute dei cittadini. È lo scenario che negli ultimi mesi i Carabinieri Forestali del Nucleo di Pereto si sono trovati davanti durante i pattugliamenti mirati nelle aree rurali e isolate dei Comuni di Rocca di Botte e Carsoli, territori purtroppo spesso presi di mira da chi sceglie di risparmiare sul corretto smaltimento. Le indagini avviate dai militari hanno consentito di individuare i presunti responsabili: nove persone, tra privati e titolari di imprese, ritenuti autori dell’abbandono illecito di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Per tutti è scattato il deferimento alla competente Autorità Giudiziaria per violazioni ambientali previste dal Testo Unico Ambientale. I rifiuti, gettati direttamente al suolo o abbandonati vicino a un corso d’acqua per eludere i costi di smaltimento, rappresentavano un rischio anche sanitario, in particolare per la presenza di materiali contenenti amianto e grandi quantità di residui edilizi. A seguito delle contestazioni, i denunciati sono stati ammessi alla procedura di estinzione del reato: dovranno provvedere alla rimozione completa dei materiali e al corretto conferimento in impianti autorizzati. Solo dopo l’adempimento degli obblighi sarà possibile pagare una somma pari a un quarto del massimo dell’ammenda prevista dalla legge. L’importo complessivo delle sanzioni ha raggiunto 39.250 euro. Il pagamento consentirà di evitare l’avvio di un processo penale. La lotta ai reati ambientali, però, da quest’anno ha uno strumento in più. Con l’entrata in vigore del Decreto Legge 116/2025 – convertito in Legge 147/2025 – il contrasto all’abbandono illecito dei rifiuti è stato rafforzato con pene più severe, l’utilizzo di videoregistrazioni e la possibilità di arresto in flagranza differita. Per le imprese che violano la legge sono previste sanzioni accessorie come la sospensione dall’Albo dei Gestori Ambientali. Un segnale importante: in un territorio che vive di natura, turismo e bellezza paesaggistica, la tutela dell’ambiente resta una battaglia che riguarda tutti. E l’abbandono dei rifiuti non è più un illecito “di poco conto”, ma un reato che oggi ha conseguenze sempre più pesanti.









