
SULMONA. Il Comune batte cassa anche ai defunti. Dagli uffici di Palazzo San Francesco sono partiti gli avvisi di pagamento destinati a quanti sono passati a miglior vita, o meglio ai rispettivi congiunti. Si tratta del canone per la lampada votiva riferito alle annualità 2023 e 2024. Fondi che non erano entrati nelle casse comunali per il cambio del gestore. Così è scattata l’operazione di recupero crediti da parte del Comune che, nelle ultime settimane, ha inviato oltre 5 mila avvisi di pagamento, riuscendo a racimolare la somma di 180 mila euro. Dopo aver graziato i cittadini per oltre due anni, si cambia registro dopo aver riallineato il server che permetterà all’ente di recuperare quanto dovuto. Niente sconti quindi nemmeno per i “residenti” del luogo santo che attende ancora i lavori sull’ingresso principale dopo il crollo di cartongesso che risale a dicembre dello scorso anno e ha costretto il Comune a piazzare container e stabilire ingressi alternativi. Il canone lampade votive è un canone dovuto per il servizio di illuminazione votiva cimiteriale posta sulle tombe, loculi, cappelle di famiglia, colombari, ossari, cippi e/o lapidi commemorative. Non più luce perpetua per i defunti sulmonesi.




























